Le emozioni di un viaggio a New York

C’è chi viaggia per curiosità, chi per rilassarsi, chi per uscire dalla routine quotidiana.

Si viaggia per scoprire un pezzo di mondo alla volta, guardare da vicino culture diverse, sperimentare.

Qualunque sia lo scopo che ci spinge a metterci in viaggio, qualunque sia la meta prescelta, c’è qualcosa che accomuna ogni tipo di viaggiatore: il desiderio di vivere delle esperienze da ricordare. Le emozioni diventano il bagaglio che ci riportiamo a casa al rientro, una valigia che non disfaremo mai.

A distanza di diversi anni ricordo benissimo le sensazioni che mi ha regalato la mia prima volta a New York, per esempio.

New York, la giungla di cemento dove i sogni diventano realtà, aveva finalmente realizzato il mio di sogno – quella di mostrarsi davanti ai miei occhi dopo tanto fantasticare – ed ancora oggi, dopo esserci tornata in seguito diverse volte, penso che sia una di quelle destinazioni da almeno una volta nella vita. Una città in cui le «cose da vedere» si trasformano inesorabilmente in «cose da sentire»: New York è una vortice di emozioni.

Affacciato sulla baia di Hudson, con il Chrysler, l’Empire State Building  e la Statua della Libertà, avrei potuto disegnare il profilo della «città che non dorme mai» ancora prima di vederlo dal vivo. Nel momento in cui finalmente mi si è materializzato davanti, sono stata accolta con un senso di familiarità che mi ha messo subito a mio agio: New York ha la capacità di evolversi in continuazione e allo stesso tempo di rimanere sempre la stessa.

Le emozioni di un viaggio a New York

Quando si cammina per le strade di New York si è sempre col naso all’insù: è un riflesso incondizionato al quale non si riesce a resistere perché ci si ritrova all’improvviso circondanti da altezze da capogiro, ma è guardando la città dal 102° piano dell’Empire State Building o dalla cima del Top of the Rock – o magari da entrambi come ho fatto io grazie al CityPASS che permette di visitare le più importanti attrazioni di New York risparmiando più del 40% – è una delle esperienze più forti  ed è praticamente impossibile non sentirsi travolti da tanta immensità.

new york

Quando poi si scende di nuovo per strada e si giunge a Times Square, una delle piazze più elettrizzanti al mondo, i neon, le luci intermittenti, la musica a tutto volume, ci si ritrova in una centrifuga di suoni e colori: la sensazione di immensità lascia il posto ad una botta di adrenalina che fa letteralmente girare la testa.

Ma basta allontanarsi un po’ e percorrere a piedi un altro dei simboli di New York, il ponte di Brooklyn, magari al tramonto quando i riflessi del sole si riflettono sugli specchi dei grattacieli irradiando una luce dorata tutt’attorno, per vivere un’emozione completamente opposta: guardare lo skyline illuminarsi lentamente mentre cala la notte è pura magia, ci si ritrova in una dimensione ovattata ed intima che non si riesce a spiegare, nonostante l’incessante viavai di pedoni e ciclisti.

Le emozioni di un viaggio a New York

Come dicevo all’inizio New York è un vortice di emozioni che difficilmente si riescono a vivere in un luogo solo, ma la percezione che mai mi ha abbandonato mordendo la Grande Mela è stata quella di camminare costantemente in un film.

E in effetti New York è un immenso set cinematografico dove sono stati girati in assoluto più film.

Sarà per questo che si ha la sensazione di conoscerla un po’ prima di arrivare,  poi la si guarda dal vivo e ti fa andare via con una valigia piena di voglia di tornare da lei.

 

Post in collaborazione con CityPASS, basato su esperienze personali.

Francesca

Francesca

Amante del caffè in tutte le sue forme, l'importante è che sia rigorosamente senza zucchero. Expat seriale. Innamorata del mondo in ogni sua sfumatura e latitudine, ha perso il cuore in Africa, ma finisce col cercarlo sempre in altri posti. Ne parla poco, ma ha un debole per Londra e il Medioriente.

RELATED ARTICLES

New York vs Chicago: una battaglia a colpi di foto
#PeopleInAShot: un viaggio dietro uno scatto rubato

#PeopleInAShot: un viaggio dietro uno scatto rubato

Chicago quella mattina si era svegliata avvolta nella nebbia. Ricordo di aver sentito tutta l’umidità della

READ MORE

Leave a Reply