Oman: itinerario di viaggio

Quello in Oman è stato un viaggio nato un po’ per caso.

Da un regalo di Natale reciproco che negli ultimi anni corrisponde sempre ad un progetto di viaggio e dei punti Miles & More da utilizzare al più presto per un numero di mete limitato, ai quali si è aggiunto un reportage di viaggio visto in televisione, è scaturita la scelta della destinazione.

A dirla tutta è stata pure un po’ colpa sua, che con l’Oman ci ha fatto una testa tanta.

Ma non poteva andarci meglio.

L’Oman è stata una sorpresa continua che si andava a delineare già durante il tracciamento su mappa di quello che sarebbe stato il nostro itinerario di viaggio.

Più raccoglievo informazioni, guardavo foto, leggevo racconti, più mi rendevo conto di quanto una settimana sarebbe stata insufficiente a fare e vedere non dico tutto, ma una buona parte delle cose che questo Paese ha da offrire viaggiando slow, come piace a me.

E se è vero che i piani del Sultanato relativi al turismo per i prossimi anni sono decisamente ambiziosi, è altrettanto plausibile che le aspettative non verranno deluse: l’Oman ha mille facce diverse che andranno a soddisfare appieno i desideri più disparati di un numero sempre più crescente di visitatori.

I mille scatti impressi nella memoria mi mostrano immagini che arrivano prevedibilmente dal deserto – seppur anche in questo caso la realtà ha superato di gran lunga la fantasia – ma anche dai profondi canyon, dai siti archeologici millenari, dai paesaggi montani e marini di drammatica bellezza; fotogrammi di antiche tradizioni tanto vive quanto affascinanti, di souq colorati e rumorosi, di città moderne che possiedano ancora l’anima più verace, di piccoli villaggi di pescatori raccolti come macchie di colore su chilometriche spiagge bianche e di altri abbarbicati in un anfratto a 2.000 metri di quota.

Oman

Oman

Oman

Oman

Un cielo turchese che nel deserto diventa bianco perdendo del tutto la linea dell’orizzonte; l’acqua che tinge del verde di fitti palmeti una terra così arsa dal sole.

Il tutto permeato e condito da una cortese accoglienza e una genuina generosità della sua gente.

La faccia più bella dell’Oman.

Il segno più profondo tra i ricordi di questo viaggio.

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Ma prima di raccontarvi in parole e foto le tappe salienti di questo viaggio – in attesa di fare un po’ di ordine nella testa, nel cuore e nell’hard disk – inizio col fornirvi qualche informazione pratica sull’itinerario di viaggio, sperando possa aiutare chi ha in mente un simile on the road nel Sultanato.

Per gli altri, quelli che l’idea di un viaggio in Oman non li hai mai nemmeno sfiorati, cercherò di convincerli ad andarci con i prossimi post.

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L’itinerario di viaggio

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Oman: itinerario di viaggio

[clicca sull’immagine per stampare la cartina]

Tra tappe prestabilite e deviazioni varie, abbiamo percorso all’incirca 2.500 km.

Questo itinerario è fattibilissimo in una settimana, ma se ne si ha la possibilità consiglio di spalmarlo in un periodo leggermente più lungo, aggiungendo per esempio 1 giorno nei dintorni del Jabal Shams – specie se si ha intenzione di fare un po’ di trekking e visitare i siti archeologici di Bat e Al-Ayn – e 1 giorno nella zona di Sur, per concedersi una nuotata in più in un wadi e per la visita serale al Ras Al-Jinz Turle Reserve.

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1° giorno

Muscat, intera giornata per visitare souq, Corniche, città vecchia, palazzo del Sultano e Grande Moschea, all’indomani mattina prima di partire per il Jabal Shams.

Oman.

2° giorno

Prima di raggiungere in tarda serata la nostra tenda araba sul Jabal Shams – la montagna più alta del Paese, dalla quale si può ammirare il Wadi Ghul, il Grand Canyon d’Arabia – abbiamo fatto sosta al forte di Nakhal.

Dopo il tentativo reso vano dallo straripamento di un fiume di arrivare a Misfah e giungere poi a destinazione attraversando i monti Hajar seguendo uno sterrato, abbiamo dovuto proseguire fino ad Ibri per poi risalire la montagna sull’altro lato allungando di molto il tragitto.

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3° giorno

Trekking lungo il Balcony Walk del Jabal Shams fino al villaggio abbandonato di Sap Bani Khamis. Seguendo la strada per Nizwa, sosta all’antico e super turistico villaggio di  Misfat e quello dal centro storico favoloso di Al-Hamra.

Oman

4° giorno

Visita al souq e al forte di Nizwa. Deviazione per il forte di Bahla – il più bello e grandioso di tutti quelli visti – per arrivare nel tardo pomeriggio al Bidiya Desert Camp.

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5° giorno

Sveglia all’alba per vedere sorgere il sole sulle dune e poi partire alla volta del mare, attraverso il deserto, e risalire la costa fino a Al-Ashkhara.

Per accorciare il più possibile i chilometri da percorrere, abbiamo imboccato la strada sterrata tra Al-Qabil e Al-Wasil, che corre lungo la pipeline del gas n. 38 fino a raggiungere la strada 32: le condizioni stradali sono abbastanza buone, nel senso che il tracciato è ben visibile e ben battuto, ma si tratta comunque di viaggiare almeno per 1 ora e 30 nel deserto più assoluto, senza incontrare altre auto per la maggior parte del tempo. Il restante tratto, lungo la 32, asfalto a parte, non è molto diverso: si viaggia sempre tra due distese desertiche, si incontrano poche autovetture, qualche sparuto villaggio, un paio di distributori di benzina e cammelli a volontà.

Ne è valsa la pena?

Assolutamente sì e quando vedrete le foto capirete il perché.

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6° giorno

Da Al-Ashkhara siamo andati direttamente al Wadi Shab e abbiamo fatto bene, perché ci abbiamo passato quasi l’intera giornata.

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7° giorno

Un giro lungo la Corniche di Sur, una città che mi ha letteralmente fatto innamorare, e nei dintorni, come il Turle Reserve di Ras al-Jinz – con la remora di non esserci andati la sera prima per riuscire a vedere le tartarughe, ma che ci ha regalato ugualmente un incontro speciale che vi racconterò – e la laguna di Khawr Grama.

Nel primo pomeriggio abbiamo preso la strada verso Muscat, dove in serata, ci siamo imbarcati per rientrare a casa.

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In aggiunta al navigatore fornito dall’agenzia di autonoleggio – che in alcune zone si è rivelato alquanto inutile – è bene avere una mappa stradale dettagliata, acquistabile presso WHSmith agli Arrivi in aeroporto, e scaricare applicazioni come Google Maps o Here Maps sul cellulare o tablet, che riescono a rilevare qualsiasi tipo di strada, anche gli sterrati nelle aree più remote.

Viaggiando lungo le strade omanite troverete sempre le indicazioni sia in arabo che in inglese: a volte la traslitterazione non è esattamente la stessa, quindi non preoccupatevi se ciò che leggete sul cartello non è esattamente uguale a quello che avete sulla giuda – come nel caso, per esempio, del Jabal Shams/Jebel Shams – ma fate attenzione comunque però perché invece Ibra e Ibri sono due città diverse parecchio lontane tra loro!

Francesca

Francesca

Amante del caffè in tutte le sue forme, l'importante è che sia rigorosamente senza zucchero. Expat seriale. Innamorata del mondo in ogni sua sfumatura e latitudine, ha perso il cuore in Africa, ma finisce col cercarlo sempre in altri posti. Ne parla poco, ma ha un debole per Londra e il Medioriente.

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15 thoughts on “Oman: itinerario di viaggio

  1. Mannaggia a te! Già guardando le tue foto durante il viaggio mi sono resa conto che avrei proprio dovuto mettere in lista l’Oman come meta di un prossimo viaggio. Non l’avevo mai considerato, ed ora mi toccherà andarci. Salvo il post, grazie mille per tutte le informazioni 😉 p.s. una curiosità: i costi come sono?

    1. Ciao Leti, dopo il Marocco, l’Oman ci sta benissimo e sono certissima che ti piacerà! In settimana pubblicherò un post proprio sui costi e li troverai tutte le info complete 🙂

  2. L’Oman l’avevo solo pensato come viaggio fattibile per le spiagge, dato che mi è capitato di vedere spesso offerte…ma un bel tour non ci sta per niente male.
    E’ una meta molto costosa da fare on the road?

    1. Ciao Michela! In Oman il mare è bellissimo e ci sono spiagge favolose, però credo non sia proprio la meta balneare ideale, a meno che non si voglia stare in un resort, ma per questo a mio parere ci sono mete più vicine e meno care. Sicuramente meritano però le escursioni di un giorno di diving e snorkeling e simili. Sui costi vi do tutte le info con il prossimo post che esce entro questa settimana. Un bacione!

  3. Ho vissuto in Oman 4 anni e 1/2 e lo consiglio sempre a tutti come meta di viaggio. È un paese fantastico e gli omaniti sono adorabili. Lì ho visto paesaggi indimenticabili. È vero che una settimana è poco per scoprire tutto quello che ha da offrire ma almeno hai visto alcuni highlights. Ci lasci il cuore.

    1. Avevo completamente rimosso il fatto che tu abbia vissuto in Oman per così tanto tempo!
      Sono d’accordo con te, è un Paese fantastico: persone a parte, la cosa che più mi ha colpito sono proprio i paesaggi, per la varietà e la bellezza.
      Ed è vero anche che ci lasci il cuore e a me è bastata una settimana per farlo.

  4. Eccolo! Ripeto: interessantissimo!! Corro a vedere l’altro post sul budget. Maaa…. a fine maggio mi sa che ormai farà un po’ troppo caldo vero? 🙁

    1. Immagino proprio di sì, Cris.
      Già a Marzo, in alcuni giorni, ho accusato particolarmente. Meglio rimandare all’inverno prossimo!

  5. Ciao Francesca,
    grazie mille per questo fantastico report di viaggio.
    Anche io, come te, amo molto viaggiare, esplorare ed avventurarmi. Sono un’expat che attualmente vive in Qatar, con marito e bimba di 16 mesi.
    Stavamo pensando di fare un viaggio in Oman, data la vicinanza nel nostro caso ed i vari pareri positivi raccolti qui a Doha da chi in Oman è già stato. La mia domanda è: si tratta di un viaggio fattibile con una bambina piccola? Nostra figlia, sebbene l’età è abituata a viaggiare… il suo primo volo è stato ad 1 mese… ma prima tendevamo a muoverci in Europa. Questa è la nostra prima esperienza nel Middle-East, ed attualmente abbiamo solo conosciuto il Qatar.
    Ti ringrazio,

    Ciao

    1. Ciao Silvia,
      piacere di conoscerti!
      Per me è molto difficile rispondere alla tua domanda: non sono madre, quindi le esigenze di una bimba così piccola le posso solo immaginare.
      Per quanto riguarda il clima, abitando in Qatar, non c’è bisogno che ti dica nulla.
      Per il resto, mi sento di dirti che se vi limitate a seguire gli itinerari classici (Muscat, Nizwa, notte nel deserto, Jebel Sham, Sur e zone costiere limitrofe) troverete sempre strade in ottimo stato e cittadine abbastanza grandi dove si trova un po’ di tutto e le distanze non sono siderali.
      Ad essere sinceri, durante il viaggio non ho visto molte famiglie con bambini ma è vero anche che di turisti ne abbiamo incontrati pochi in generale, se non nei siti più conosciuti.
      L’Oman è un Paese ospitale e sicuro, dove il visitatore è trattato con il massimo rispetto e onestà.
      Se hai bisogno di informazioni un po’ più specifiche, scrivimi: mi farebbe davvero piacere.
      Un bacio alla tua piccola!

  6. Cara Francesca, non è carino da parte tua scrivere di una meta che non avevo mai considerato veramente e che ora dovrò aggiungere alla lista dei posti che devo ASSOLUTAMENTE visitare. Mio marito mi ha appena sgridata perchè dice che spendo tutti i nostri (scarsi) soldi in viaggi…. come faccio ora a dirgli che voglio andare in Oman che non gli ho mai menzionato neppure per sbaglio??? Io dò la colpa a te, sappilo e sii preparata! Un abbraccio, Elena

    1. Cara Elena,
      mi spiace veramente tanto di averti messa in una posizione scomoda nei confronti di tuo marito ma potresti sempre ricordargli che qualcuno di molto molto saggio ripeteva sempre “Viaggiare è l’unica cosa che compri, che ti fa diventare più ricco”. Sono sicura che ci rifletterà su e alla fine capirà.
      Tu nel frattempo prenota il biglietto.
      Un abbraccio,
      Francesca

  7. ciao Francesca devo ancora partire ma mi ritrovo a fare progetti per l’anno prossimo…:-)))) con degli amici vorremmo andare qualche giorno a Dubai e volevo aggiungere dopo aver visto Dubai l’Oman. cosa mi consigli? un abbraccio Paola

    1. Ciao Paola, se ricordo bene l’Oman ti ronza in testa ormai da un po’ di tempo e credo sia arrivato il momento di andarci! Ho ricevuto la tua email: ti rispondo al piu presto 🙂


Dimmi la tua!