La guida completa per un viaggio indipendente in Oman

Posizionato all’estremità meridionale della Penisola araba, l’Oman trova il suo posto nel mondo tra Paesi come Emirati Arabi, Arabia Saudita e Yemen, ma, nonostante gli indiscutibili legami culturali con essi, rappresenta un universo a sé stante.  L’Oman è un Paese animato da una popolazione accogliente e cordiale, che mette a proprio agio il visitatore; i continui investimenti sulle infrastrutture lo rendono molto facile da visitare in piena autonomia e sicurezza e, infine, l’essere ancora sconosciuto ai più, tiene viva la sua essenza selvaggia ed avventurosa.

L’economia dell’Oman si è sviluppata, infatti, in maniera esponenziale nelle ultime tre decadi grazie al petrolio, ma diversamente da quanto è accaduto nei vicini Emirati, per esempio, è riuscito a mantenere integra la sua ricca eredità storica e culturale. Gran parte del merito va sicuramente al Sultano Qaboos, il quale, dal momento in cui è salito al trono nel 1970,  ha spinto sull’acceleratore del progresso, trasformando l’Oman da un piccolo paese dedito al nomadismo e alla pastorizia, in uno stato moderno orientato al futuro, preservando però  integra l’identità nazionale.

Un viaggio in Oman regala quindi la rara opportunità di sperimentare il mondo arabo moderno senza la distorsione del lusso esasperato, dove i villaggi di pescatori, le contrattazioni al mercato del bestiame e il deserto restano al centro dello spirito omanita, in un perfetto equilibrio tra progresso e tradizioni.

La guida completa per un viaggio indipendente in Oman.

Quando andare

Il clima in Oman è quello tipico della penisola araba, con estati caldissime ed inverni piacevolmente miti. Le escursioni termiche tra il giorno e la notte, specialmente nel deserto o sullo Jebel Sham, sono sensibili, anche durante il periodo più caldo, perciò ti consiglio di mettere in valigia almeno un capo pesante. 

Il periodo migliore è proprio l’inverno, da ottobre a febbraio, quando le temperature si attestano sui 25° di giorno e 20° di notte. Questi pero sono anche i mesi in cui piove di più e bisogna prestare particolare attenzione se si prevede di transitare lungo le strade montane, per esempio sui monti Hajar per raggiungere lo Jabal Sharms: non è difficile infatti che la pioggia provochi delle inondazioni a causa dello straripamento dei fiumi – parlo per esperienza diretta – quindi sempre meglio controllare le previsione del tempo e modificare il tragitto se necessario.  

Il periodo estivo, che va da aprile a settembre, sarebbe meglio evitarlo in quanto le temperature superano abbondantemente i 40°: l’unica zona in cui queste restano a livelli sopportabili, ovvero al di sotto dei 27°, è Salalah, grazie al khareef, un monsone che colpisce quest’area da giugno agli inizi di settembre, contribuendo al mantenimento di un habitat naturale speciale.

Sicurezza ed interazione coi locali

Viaggiare in maniera del tutto indipendente in Oman è molto semplice, anche per i viaggiatori che non sono mai stai in Medio Oriente. Anzi, l’Oman è senza dubbio il paese perfetto per un primo contatto con il mondo arabo: l’intero paese gode di stabilità, le principali mete turistiche sono servite da una buona rete stradale, la criminalità è praticamente inesistente ed i contatti umani tra i locali e il turista sono regolati da una genuinità che rarissime volte ho incontrato altrove.

Un livello minimo di discrezione e decoro in termini di abbigliamento ed atteggiamento nel rispetto dei costumi locali è sicuramente una cosa apprezzata e consigliabile, ma dimentica gli sguardi indagatori di cui spesso si legge in relazione ad altri Paesi, dimentica del tutto l’insistenza di alcuni venditori di souvenir e la necessità di stare sempre in allerta per evitare di essere raggirati: ogni contatto con la popolazione locale sarà il ricordo più bello che avrai di un viaggio in Oman.

Una postilla sull’abbigliamento: in Oman ho visto guide turistiche (donne occidentali) indossare anche pantaloncini sul ginocchio e canottiere, però, almeno in prossimità di edifici religiosi e governativi, sinceramente eviterei un abbigliamento simile. Suggerisco di portarsi dietro sempre una pashmina, sia per coprirsi le spalle al momento opportuno, ma anche per proteggersi dal sole.

La guida completa per un viaggio indipendente in Oman

Una buona parte delle persone in Oman parla inglese, sopratutto nei centri più grandi, ma ci è capitato di interagire anche con persone che non lo parlassero per niente, ma ci siamo compresi lo stesso, grazie alla loro gran voglia di comunicare. La comunità internazionale inoltre è molto grande: tantissimi immigranti, soprattutto da India e Filippine, trovano impiego nel settore turistico e solitamente il loro livello d’inglese è molto buono.

L’Oman probabilmente è il più sicuro e il più stabile dei paesi di tutta la regione. Il paese non è coinvolto direttamente né indirettamente nei conflitti in essere nell’area, ma rimane comunque consigliabile non addentrarsi troppo nelle zone di confine vicine allo Yemen.

Come arrivare

L’areoporto di Muscat, il Seeb International Airport, è la principale via d’accesso al Paese ed è ben collegato con le principali città europee. Nel caso non si riesca a trovare una tariffa aerea favorevole, un’alternativa conveniente potrebbe essere quella di fare scalo a Dubai – meta solitamente molto abbordabile – da dove si può proseguire via cielo o via terra per il Sultanato: nel caso si preferisca non noleggiare un’auto sin da subito, è possibile raggiungere Muscat in bus in circa 6 ore.

Entrare in Oman è facile per la maggior parte dei viaggiatori: gli europei, come i molti altri elencati nella tabella sottostante, possono serenamente chiedere il visto direttamente all’arrivo in aeroporto, presso i due uffici di cambio che si incontrano prima del controllo passaporti.

In base alla durata del viaggio si può scegliere tra:
– visto di 30 giorni al costo 20 RIAL (circa 45 Euro)
– visto di 10 giorni al costo: 5 RIAL (circa 12 Euro)
Può essere richiesto da cittadini con passaporto:
Europa
Andorra Austria Belgio Gran Bretagna Bulgaria
Croazia Repubblica Ceca Danimarca Estonia Finlandia
Francia Germania Grecia Ungheria Islanda
Irlanda Italia Lettonia Liechtenstein Lituania
Lussemburgo Macedonia Malta Moldovia Monaco
Paesi Bassi Norvegia Polia Portogallo Romania
San Marino Slovacchia Slovenia Spagna Svezia
Svizzera Città del Vaticano Cipro
Sud America 
Argentina Bolivia Brasile Cile Colombia
Ecuador Paraguay Suriname Uruguay Venezuel
Altri Paesi
Australia Brunei
Dar al-Salam
Canada Guiana Francese Hong Kong
Indonesia Giappone Libano Macao Malesia
Nuova Zelanda Seychelles Singapore Sud Africa Sud Korea
Taiwan Thailandia Turchia USA
Ha validità dai 6 ai 12 mesi e permette soggiorni di durate non superiori alle 3 settimane ad ogni visita.
Il costo è di 50 RIAL (circa 110 Euro). Può essere rilasciato alla frontiera previa compilazione della relativa richiesta on-line e presentando due fototessere.
Ne possono fare richiesta tutti i cittadini che hanno diritto al visto singolo.
Nel caso si arrivi da Dubai e si abbia già il visto rilasciato dall’Emirato, è possibile entrare in Oman senza alcun visto o costo aggiuntivo. Nel caso in cui il visto rilasciato dalle autorità di Dubai abbia una durata di tre settimane, verrà riconosciuta la stessa validità con la possibilità di estenderla per un altra settimana. Ne hanno diritto i cittadini con passaporto di:
Portogallo, Spagna, Francia, Svizzera, Italia, Gran Bretagna, Svezia, Grecia, Austria , Irlanda, Finlandia, Germania, Islanda, Belgio , Norvegia, Paesi Bassi, Danimarca, Sud Korea, Giappone, Brunei Darussalam, Malesia, Nuova Zelanda, USA, Canada, Australia, Singapore, Hong Kong, Lussemburgo, Città del Vaticano, Monaco, Andorra, San Marino.

Come spostarsi

L’auto è indubbiamente il mezzo migliore per andare alla scoperta dell’Oman e il self-driving è super consigliato sia per la sicurezza che regna in tutto il Paese sia per la qualità delle strade: la segnaletica è in entrambe le lingue – arabo ed inglese – e le principali attrazioni sono collegate da autostrade che permettono di raggiungerle in un tempo medio di un paio d’ore da Muscat.

Organizzare un viaggio in Oman

Detto questo, poiché in Oman ci si va anche – anzi, soprattutto – per scoprirne il lato selvaggio e vivere un po’ di avventura, è meglio noleggiare un 4×4 e procurarsi una mappa stradale dettagliata, acquistabile in aeroporto, e scaricare applicazioni come Google Maps o Here Maps utilizzabili anche off-line, in quanto il navigatore fornito con l’auto potrebbe non essere aggiornato, come è successo a noi.

In Oman non ci sono autostrade a pedaggio ed è sufficiente la patente italiana per i primi quindici giorni, oltre tale tempo è necessaria la patente internazionale.

Cosa assaggiare

Molto prima della scoperta del petrolio, gli Omaniti erano principalmente pescatori, coltivatori di datteri e beduini. La loro alimentazione si basava su prodotti non deperibili e facilmente reperibili, in altre parole, ruotava attorno a datteri, latte di cammello e riso speziato, mangiato usando semplicemente le mani, una tradizione che dura tuttora.

Oggi invece la cucina omanita racchiude influenze persiane, nord africane, indiane e arabe, i cui capisaldi sono il madrouba, un porridge di pollo e lenticchie e un milione di spezie; il paplou, una zuppa di riso basmati che profuma di lime e zenzero; e quello che molti considerano il piatto nazionale, il shuwa, carne speziata avvolta in foglie di banana e lasciata cuocere in forni sotterranei per 24 ore.

Del mio viaggio in Oman ricordo principalmente due pasti: quello al Bait Al Luban, a Muscat, per la cena con vista sul porto, l’arredo tradizionale molto curato, il servizio impeccabile, l’ottimo cibo e un conto non proprio contenuto; e quella al Sur Sea Restaurant, a Sur per l’appunto, un locale alle spalle del nostro hotel, molto spartano e più indiano che omanita, per le porzioni esagerate, la bontà del cibo, il succhi di frutta freschi e un conto che non raggiungeva nemmeno i 10 euro complessivi. Sempre a Sur ho fatto la colazione vista mare più particolare di sempre, ma questa è un’altra storia.

Scelta e costi degli hotel

In linea generale, l’Oman non è una meta low-cost in fatto di hotel: ostelli e tariffe vantaggiose sono una sorta di miraggio, mentre chi viaggia senza problemi di budget e non vuole rinunciare ai confort, avrà la possibilità di scegliere tra diversi hotel esclusivi.

Soprattutto nei centri più grandi, come Muscat e Nizwa, l’offerta di alloggi è veramente illimitata e variegata, mentre in altre zone trovare una sistemazione potrebbe essere un po’ più complicato e sicuramente più caro, quindi è meglio muoversi in leggero anticipo con le prenotazioni, specie se si sta pianificando un viaggio tra ottobre e dicembre.

Per quanto riguarda Muscat, è formata da vari distretti spesso collegati tra di loro da autostrade o superstrade: se non si ha una macchina a disposizione, spostarsi all’interno della città potrebbe richiedere tempi biblici o quantomeno l’uso di taxi per ogni tratta. Per questo motivo, io ho scelto di soggiornare a Muttrah, il quartiere più antico della capitale, per avere a portata di mano una buona parte dei punti di interesse, tra cui il souq, il mercato del pesce e la Corniche.

Oman

Se sei alla ricerca di ispirazione, qui trovi la lista completa degli hotel in cui ho soggiornato io, con tanto di prezzo e commento.

Se tornassi indietro sicuramente noleggerei l’auto dal primo giorno: in tal caso si potrebbe considerare anche di soggiornare fuori città, magari lungo la costa, dove si trovano belle strutture a prezzi buoni attrezzate di piscina o accesso diretto al mare.

I costi di un viaggio in Oman

Come già accennato prima, l’Oman non è una meta low cost. Nonostante negli ultimi anni abbia attirato l’interesse di molti, il Sultanato non è ancora – fortunatamente – una destinazione per il turismo di massa e ha una capacità di accoglienza limitata e, quindi, prezzi relativamente alti.

La spesa media da considerare per dormire in un hotel di medio livello è di circa 80 euro a notte, tenendo a mente che con tale cifra, uscendo da Muscat, la qualità si abbassa notevolmente; mentre per il noleggio del 4×4 bisogna considerare almeno 90 euro al giorno.

Se si desidera tagliare drasticamente i costi si può optare per il campeggio libero, consentito in tutto il Paese e abbastanza diffuso, mentre la presenza di fast food e ristoranti, soprattutto indiani, molto economici aiutano a contenere la spesa sul fronte cibo.

In Oman l’euro è accettato per i pagamenti, ma per evitare conversioni estemporanee con arrotondamenti eccessivi, è sempre meglio utilizzare la valuta locale (OMR). Nonostante la presenza del POS, molto spesso ci è stato chiesto di pagare in contanti sia in hotel che nei ristoranti. E’ meglio quindi avere sempre una certa somma in contanti a disposizione, almeno per le spese che si prevedono per la giornata:  i bancomat sono presenti comunque un po’ ovunque.

Per avere un quadro più dettagliato dei costi del mio viaggio, puoi dare un’occhiata a questo articolo.

Cosa non perdere durante il viaggio

Il giro classico di un viaggio in Oman di una settimana di solito si limita alla parte settentrionale del Paese ed include:

Sharqiya Sand — Dune di sabbia alte 100 metri dalle sfumature che vanno dall’oro al bianco candido rendono lo Sharqiya Sand il deserto più spettacolare che abbia mai visto, il luogo che più ho amato in tutto il Paese.

Wadi — L’Oman è costellato di piscine naturali dalle acque color menta in cui gli omaniti cercano refrigerio durante la stagione più calda. Nuotare in un wadi è un’esperienza indimenticabile: devi solo scegliere dove farlo.

Forte di Bahla — In Oman si contano più di 500 tra castelli e forti e quello di Bahla, patrimonio dell’UNESCO, è quello che ho preferito in assoluto, benché sia poco valorizzato – non c’è nessun museo all’interno, nessuna mostra, nessun arredo – perché non è semplicemente un forte, ma è un’intera cittadella fortificata. Il forte di Bahla comprende infatti una moschea, un’intera oasi, un souq, le viuzze tipiche dell’architettura araba e le mura di epoca pre-islamica, che si estendono per una lunghezza di circa 13 km.

Jebel Shams — Casa di alcune delle vette più alte dell’Oman, lo Jebel Shams, conosciuto anche come il Grand Canyon d’Arabia, è il luogo perfetto per fare trekking: il Balcony Walk, per esempio, ti ripagherà della fatica mostrandoti un vero tesoro nascosto tra le rocce.

Forte di Nizwa — Sicuramente è quello più visitato dell’intero Paese per due motivi: Nizwa rappresenta il punto da cui partono le escursioni verso l’interno dell’Oman, rappresentando quindi una tappa cruciale di vari tour organizzati; si trova vicino sia al castello, al quale è collegato per mezzo di corridoi intricati, sia al souq, ed ospita diverse ricostruzioni storiche di usi e costumi che vanno dall’abbigliamento all’artigianato, dall’arredamento tradizionale al cibo, costituendo così un’attrazione che copre diversi aspetti della cultura omanita.

Muscat — La capitale del Paese, come accennato prima, sembra un insieme di tante piccole città di cui Muttrah, il quartiere più antico, è il cuore pulsante. Il souq di Muttrah, il Palazzo Reale Al Alam, La Corniche e la Grande Moschea del Sultano Qaboos sono i principali highlights di una città che, nella sua semplicità e discrezione, ti affascinerà.

Noi ci siamo spinti leggermente più a sud, raggiungendo la zona costiera di Al Wusta che mi ha lasciato letteralmente senza fiato e che ti stra-consiglio nel caso hai del tempo a disposizione: per tutti i dettagli del mio itinerario puoi dare un’occhiata qui.

Francesca

Francesca

Amante del caffè in tutte le sue forme, l'importante è che sia rigorosamente senza zucchero. Expat seriale. Innamorata del mondo in ogni sua sfumatura e latitudine, ha perso il cuore in Africa, ma finisce col cercarlo sempre in altri posti. Ne parla poco, ma ha un debole per Londra e il Medioriente.

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5 thoughts on “La guida completa per un viaggio indipendente in Oman

  1. Ultimamente sto pensando sempre più spesso ad un viaggio in Oman, sembra un paese davvero interessante! Ora mi leggo tutti i post che hai scritto e se ho delle domande ti scrivo! 🙂

    1. Ciao Chiara, sono qui se hai bisogno di chiarimenti e spero veramente che tu ci vada in Oman, perché è un viaggio che non dimenticheresti mai.

  2. Ho salvato il tuo articolo perché contiene informazioni preziose e dettagliate sulla meta di un viaggio che mi piacerebbe tanto fare. Siamo stati a Dubai una settimana è già ci era piaciuto tanto. L Oman vorrei proprio visitarlo e dal tuo racconto mi è venuta ancora più voglia! Grazie, buona serata

    1. Grazie a te Luna! Come ho detto nell’articolo, l’Oman è la metà ideale per scoprire il mondo arabo moderno senza rinunciare alle tradizione e alla storia, quindi se Dubai ti è piaciuta, preparati a perdere completamente la testa per l’Oman! Per qualsiasi domanda sono qui 🙂


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