Le cose che voglio della mia Londra

Novembre 2017: 5 giorni a Londra.

Mancavo da circa un paio d’anni e stavolta sono partita con le migliori intenzioni da travel blogger, sbandierate tra l’altro nell’ultima newsletter: un salto nelle zone più instagrammabili, alla scoperta dei locali più in voga di Shoreditch, qualche posa davanti alle mews house più belle.

Alle fine dei 5 giorni non ho fatto quasi nulla di tutto questo, perché, come al solito, mi sono ritrovata a ripercorrere le strade che conoscevo già – quelle che popolano poco i feed dei social ma che ti trasmettono quella bella sensazione di un luogo familiare che ti accoglie – e nella maggior parte del tempo la macchina fotografica è rimasta a riposo.

Parlarti di questa città nelle veste di blogger, anche se ci provo ogni tanto, per me è sempre difficile, anche quando parto con una mappa mentale dei must-see e dei must-doo e una promessa fatta a qualche lettore su Facebook di mostrare il meglio, essere di ispirazione, dare qualche spunto interessante.

Promesse infrante nel tempo di interazione su un post.

Ogni volta è un viaggio a bordo di un’altalena che dondola tra passato e futuro, un graffio impietoso all’anima, i “se” e i “ma” che ricominciano a bombardare il cervello, un pettine passato nel groviglio dei pensieri dal quale ne esce una grossa botta di consapevolezza accompagnata da una sana dose di voglia di tornare a sognare. I miei buoni propositi per il 2018 non sono stati formulati alla fine dell’anno, ma al termine di quella settimana di Novembre, e, se da un lato il blog e la mia presenza on-line ne stanno risentendo, peraltro con l’apprezzabile effetto di risparmiare alla blog-sfera l’ennesimo post riepilogativo sul 2017 e i sogni di viaggio del 2018, dall’altro la voglia di rimettermi a fuoco, di ricordarmi cosa volevo in passato per mirare sui miei obiettivi del futuro, cercare di ripercorrere mentalmente la strada che mi ha portato fin qui per decidere quando è ora di svoltare o di accelerare, ha preso il sopravvento.

Alla fine del viaggio, in questo tentativo di rispolverare sogni, pensieri ed attitudini lasciati ad ammuffire in qualche cassetto della memoria, ho ritrovato una vecchia email scritta ad un Mister appena conosciuto che era in procinto di partire per Londra senza di me.

L’oggetto: Le cose che voglio della mia Londra.

Qualche riga che doveva rispondere a “che cosa ti porto?” ma che prova come i must-see e i must-do per me non siano mai cambiati, né oggi né nel 2010, così come quando ci vivevo. Le stesse che torno a cercare ogni volta.

A volte basta ricordarselo prima di illudersi di essere cambiati.

***

1. Bodyspray alla vaniglia di Boots
2. Una vaschetta di houmus che non si puo mangiare senza la pita quindi anche una confezione di quella
3. Crisps all’aceto
4. Il mattone di caramello al cioccolato bianco con fondo di biscotti al burro che si trova in tutti i cafe
5. Un cappuccino al cioccolato con panna di Cafe Nero
6. Un kebab di pollo con tanta salsa all’aglio del Cafe Fiori a Leicester Square
7. Un waffle alle fragole e panna del botteghino sotto al London Eye e mangiarlo lungo South Bank
8. Un bicchiere di vino bianco sul divanetto dell’All Bar One dietro al London Eye
9. Fish & chips al Wellington Pub di Strand
10. Una passeggiata notturna a Covent Garden
11. Un giro al Borough Market
12. Una birra a Brick Lane
13. La salita della scala mobile di Holborn
14. La vista di Canary Wharf dalla District Line
15. Un tramezzino con mayonnaise & king prawns sull’erba di Green Park
16. L’odore di fritto nella metro
17. Il buongiorno con l’accento siciliano del pakistano del drug store della stazione di East Ham
18. La musica live nella stazione di Green Park
19. I cori dei tifosi del West Ham a due isolati di distanza
20. Un film in lingua al cinema

Non credo riuscirai a mettere tutte queste cose in valigia: la scala mobile e’ davvero lunga, come i grattacieli di Canary Wharf davvero alti. E gli hooligan potrebbe fare resistenza ad entrare in valigia.

Quindi me le andrò a prendere con te tutte queste cose, quando vorrai vedere questa città attraverso gli occhi di Miss London.

Francesca

Francesca

Amante del caffè in tutte le sue forme, l'importante è che sia rigorosamente senza zucchero. Expat seriale. Innamorata del mondo in ogni sua sfumatura e latitudine, ha perso il cuore in Africa, ma finisce col cercarlo sempre in altri posti. Ne parla poco, ma ha un debole per Londra e il Medioriente.

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4 thoughts on “Le cose che voglio della mia Londra

  1. Quando vado a Londra mi riprometto sempre di passare di passare mezza giornata a Shoreditch, di andare al Columbia Street Flower Market… insomma di vedere quei posti di Londra che conosco meno. Invece, come te, per qualche motivo sento il bisogno di tornare nei “posti del cuore”, quelli che hanno un significato o un ricordo particolare. La scala mobile di Holborn è una di quelle perché è lì che ho fatto la prima foto del mio primo viaggio a Londra quando ero ancora minorenne 😉 E poi Portobello Road in una mattina qualunque, e il reparto profumi di Liberty.
    Grazie per questo viaggio tra le strade della città ❤️

    1. Lo immaginavo, Silvia, che tu vivessi ogni ritorno a Londra come lo vivo io: abbiamo un approccio un po’ troppo nostalgico per programmare giri turistici e non andare alla ricerca di vecchie emozioni. Pero non pensavo che ci fosse qualcun altro affezionato alla scala mobile di Holborn! 😀


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