“Vedendo Londra, ho visto tutta la vita che il mondo può presentare”

..e potrei continuare dicendo:

Quando un uomo è stanco di Londra, è stanco della vita.

Samuel Johnson

 

Non c’è altra città al mondo che riesca a caricarmi come fa Lei. Non c’è altro posto che mi faccia pensare a quante possibilità e occasioni si possono presentare nella vita. E, quindi, dopo decine di visite, lunghi mesi di corteggiamento, un anno insieme vissuto appieno, la rottura, continuo a tornarci e continuo ad esserne innamorata. Speravo mi passasse e, invece, durante il viaggio di ritorno, giusto qualche giorno fa, mi sono resa conto che, prima o poi, io dovrò tornarci a vivere.

La toccata e fuga di agosto è stata un’ottima occasione per rivedere cari amici e visitare il loro nuovo ufficio, ovvero la nuova broadcasting house della BBC (Portland Place, London W1A 1AA).

Un palazzo di 6 piani il cui interno è totalmente di vetro a dichiarazione della trasparenza che impregna il lavoro svolto in quegli uffici; le rifiniture rosse lucenti a risaltare la passione e la forza di questo gigante dell’informazione; il World Service Studio al centro dell’atrio principale dove decine di giornalisti sono alla propria scrivania connessi con altrettanti colleghi sparsi in tutto il mondo, mentre dall’altra parte del vetro si sta andando on air in diretta mondiale.

Nonostante la bellezza classica ed elegante della Bush House ad Holborn, che per anni ha ospitato la BBC Radio, e l’affetto che nutrivo per essa perché scenario di esperienze ed incontri che hanno lasciato il segno, devo ammettere che l’impatto con la nuova location è impressionante.

E’ inutile dire che, per un’appassionata di giornalismo come me, è stato come un giro al luna park.

***

Londra è piena di pub storici, ma a me piace tornare allo Shakespeare’s Head  (Africa House, 64-68 Kingsway, London WC2B 6BG ..più semplice se vi dico di scendere a Holborn – Central e Piccadilly line – uscite dalla stazione dalla parte centrale e proseguite a sinistra sulla Kingsway per 200 metri).

In passato questo pub era frequentato da attori e letterati, tra cui Charles Dickens. Oggi ci trovate soprattutto gli impiegati della zona – siamo a due passi dalla City – che consumano chiassosamente qualche pinta prima di tornare a casa dopo la giornata lavorativa. Allo Shakespeare’s Head non si beve solamente: il menù è vario e oltre a wraps, burgers, pasta, pollo tikka masala, servono anche alcuni piatti tipici della cucina inglese, come fish & chips ed il fantastico Yorkshire pudding.

Il locale è molto grande, ma se non trovate un tavolo tutto per voi – cosa molto probabile – non fatevi problemi a sedervi al tavolo con qualcun altro: diversamente da quanto si pensi, ai londinesi non dispiace scambiare due chiacchiere con degli sconosciuti, specialmente se davanti ad una birra.

Una volta finita la birra e lasciato lo Shakespeare’s Head, attraversate la strada, sempre scendendo per la Kingsway, prendete la Great Queen Street e continuate sulla Long Acre. Giunti al M&S, girate a sinistra in James Street: ecco a voi Covent Garden, una delle piazze più belle e romantiche di questa fantastica città.

Godetevi gli artisti di strada – che sono li tutti i giorni a divertire e coinvolgere i passanti – la musica, i profumi e i tanti negozietti all’interno del vecchio mercato fino a dopo il tramonto. Dopodiché, se avete voglia di qualcosa di più movimentato, ricordatevi che Leicester Square è a pochi passi da lì..

Tips

Se siete interessati a visitare la nuova broadcasting house della BBC, basta prenotare sul sito dell’emittente.

Francesca

Francesca

Amante del caffè in tutte le sue forme, l'importante è che sia rigorosamente senza zucchero. Expat seriale. Innamorata del mondo in ogni sua sfumatura e latitudine, ha perso il cuore in Africa, ma finisce col cercarlo sempre in altri posti. Ne parla poco, ma ha un debole per Londra e il Medioriente.

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5 thoughts on ““Vedendo Londra, ho visto tutta la vita che il mondo può presentare”

  1. “Speravo mi passasse e, invece, durante il viaggio di ritorno, giusto qualche giorno fa, mi sono resa conto che, prima o poi, io dovrò tornarci a vivere.”
    Potrei averle scritte ip queste parole, mi sento esattamente così!

    1. Quando ho letto che avevi deciso di tornare, mi limitai a scriverti “ti mancherà”.. ma già conoscevo le sensazioni che avresti vissuto dopo qualche tempo dal rientro in Italia: non passa mai quella nostalgia, a volte si affievolisce, ma è sempre li.


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