Mangiare a Vienna: tradizione, modernità e folklore

La cucina tradizionale austriaca – diciamocelo – non brilla di certo per varietà e fantasia.

Oltre alla Wiener Schnitzel, regina incontrastata di tutti i menù – la quale però non costituisce alcuna novità per la maggior parte dei palati – completano la lista bolliti e suppe dalle evidenti influenze delle vicine gastronomie d’oltreconfine.

Però mangiare a Vienna rimane un grande piacere, specie quando lo si fa in uno dei tanti ristoranti tradizionali o in uno dei cafe storici presenti in città: la Wiener Schnitzel può anche essere una semplice cotoletta, ma se consumata in un’antica locanda del 600 potrebbe addirittura sorprendevi, se non altro per l’atmosfera calda ed accogliente che si respira tra le mura di alcuni locali.

Altro discorso vale per le kafäähaus, dove spesso si può mangiare un pasto completo, ma è per altro che ve ne parlerò: qualunque sia la lista dei dolci, nulla avrà un sapore scontato, superando di gran lunga qualsiasi ottimistica aspettativa, anche quando la scelta ricade su grandi classici come lo strudel di mele o la sachertorte.

Per ora escludiamo caffè e dessert però: queste sono le mie proposte per mangiare a Vienna, tra tradizione, modernità e folklore.

Esterházy-Keller

Mangiare a Vienna

Augustiner Keller

Augustinerstraße 1

Questo locale è l’antagonista del Esterházy-Keller, con un tocco di raffinatezza e modernità in più [anche se all’ingresso si ha la sensazione apposta, ma basta addentrarsi per ricredersi].

Vengono serviti piatti tipici della gastronomia austriaca e ogni sera c’è musica dal vivo. Il ristorante propone una combo interessante a chi vuole visitare l’Albertina: brunch e biglietto di ingresso ad un prezzo decisamente conveniente.

A questo indirizzo, trovare tutte le info a riguardo.

Mangiare a Vienna

Café & Restaurant Motto am Fluss

Franz-Josefs-Kai 2 (Schwedenplatz)

Se alla fine siete stanchi di Wiener Schnitzel e gulaschsuppe e avete voglia di un bel ristorante alla moda, magari dopo aver guardato Vienna d’alto del Das LOFT con un bicchiere di prosecco in mano, attraversando la strada troverete quello che state cercando.

Il Motto am Fluss è un locale moderno che serve cucina internazionale ma con un occhio particolare verso quella austriaca, ospitato da una struttura completamente di vetro affacciata sul Danubio.

A guardalo dall’esterno sembra infatti una nave attraccata alla banchina, pronta per salpare; all’interno, invece, come si legge sul sito – che vi consiglio di consultare per menù e prezzi ma anche solo per guardare le foto che sono decisamente migliori di quelle che ho fatto io – l’arredamento ricorda lo stile veneziano degli anni ’50; per finire, sul piano superiore, si trova il bar con una bella terrazza scoperta, perfetta per un caffè in una giornata di sole.

Naschmarkt

U4 – Kettenbrückengasse

Con le sue 120 bancarelle e locali varie, Il Naschmarkt è il mercato più grande e conosciuto di tutta Vienna.

La sua storia inizia nel 1500, quando la merce venduta era principalmente latte, in caratteristiche bottiglie di legno.

Oggi al Naschmarkt, invece, si trova di tutto: oltre all’immancabile wiener schnitzel, si può mangiare dal cinese all’indiano, dall’italiano al libanese, dalla carne al pesce passando dal biologico e dal take-away ad un comodo divanetto all’interno di un localino fusion.

Naschmarkt Mangiare a Vienna
Naschmarkt Mangiare a Vienna

Naschmarkt Mangiare a Vienna.

Il Naschmarkt è un mercato molto colorato e variegato frequentato da turisti curiosi e da viennesi, da giovani hipster e da anziani abitanti del quartiere che vengono a fare la spesa.

L’affluenza maggiore si ha il sabato, quando ha luogo anche il mercato delle pulci, ma in realtà il Naschmarkt è praticamente sempre molto vivo, visto che molti dei locali restano aperti fino a tarda notte, domenica esclusa.

Francesca

Francesca

Amante del caffè in tutte le sue forme, l'importante è che sia rigorosamente senza zucchero. Expat seriale. Innamorata del mondo in ogni sua sfumatura e latitudine, ha perso il cuore in Africa, ma finisce col cercarlo sempre in altri posti. Ne parla poco, ma ha un debole per Londra e il Medioriente.

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