Europa in technicolor: le città più colorate dei miei viaggi

Tortuose stradine acciottolate, grandi viali alberati, edifici storici, residenze nobiliari, monumenti che celebrano glorie o ricordano immani tragedie, capitali cosmopolite cariche di personalità, minuscoli villaggi di campagna, borghi in cui il tempo sembra essersi fermato e paesini di mare dove la pesca ancora oggi rappresenta tutto, l’Europa è indubbiamente il continente dove il mio cuore vuole abitare stabilmente, consapevole di non poter rinunciare ad avere tutto questo a portata di mano.

O ad un paio d’ore d’aereo.

L’Europa ha la capacità sorprendente di riuscire ad essere sempre originale, di metterti davanti agli occhi qualcosa che non ti aspettavi, anche al cospetto di secoli di storia o nei luoghi di cui abbiamo sentito parlare milioni di volte.

L’Europa è un immenso pezzo di mondo variopinto, anche nel significato più letterale del termine.

Durante le mie brevi fughe o viaggi itineranti mi è capito spesso di imbattermi in luoghi dai colori sgargianti, delle vere e proprie tavolozze dalle tonalità più varie, città e paesini dalle tinte allegre e vivaci, che trovano una spiegazione originaria in esigenze di navigazione, tradizioni locali, nell’essere un segno distintivo in caso di nebbia o neve o, semplicemente, il capriccio del loro sovrano.

Queste sono le le città più colorate dei miei viaggi, una piccola, infinitesima parte di una lista che la nostra vecchia cara Europa ci mette a disposizione.

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Kinsale

Non c’è nulla da fare, l’Irlanda in fatto di colore vince a mani basse. Il filo conduttore del breve viaggio nel sud dell’Isola di Smeraldo della scorsa estate sono stati proprio i colori: mettendo da parte le attrazioni più conosciute, ho disegnato l’itinerario lasciandomi ispirare alle foto dei luoghi più variopinti che trovavo su Instagram.

Il Connemara e le maestose scogliere di Moher dovranno, quindi, aspettare un mio ritorno per essere ammirati in tutta la loro bellezza, ma non esagero se dico che ho letteralmente perso la testa passeggiando per alcune stradine di Kinsale, per esempio, dalla quale non volevo più andar via.

Kinsale

Kinsale

Kinsale Irlanda

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Annecy

La Venezia dell’Alta Savoia, è così che viene chiamata questa cittadina francese accoccolata tra lago e montagne, così pittoresca da apparire come una grande cartolina animata.

Un appellativo questo che sinceramente trovo poco giusto sia nei confronti della stessa, la quale non ha bisogno di paragonarsi ad un’altra città perché di personalità ne ha da vendere, né per l’originale, perché non basta un canale per fare Venezia.

Il centro storico di Annecy è un susseguirsi di ponticelli, fioriere, persiane di legno dalle linee particolari, gallerie, balconcini agghindati e colori pastello che si riflettono nei canali che la circondano.

Annecy

Annecy

Annecy.

Flatey

Una manciatina di case, un solo ristorante, un solo hotel, una serie infinita di combinazioni cromatiche: Flatey è l’isola maggiore delle Western Isles, l’arcipelago islandese di più di 40 isole e isolotti che affiora nel fiordo Breiðafjörður, a circa un’ora e mezza di traghetto da Stykkishólmur e un milione di anni luce dal resto del mondo.

A Flatey vivono stabilmente un paio di famiglie e miliardi di volatili: le case sono tutte perfettamente preservate, nonostante le intemperie e la salsedine, e risalgono ai tempi dei primi insediamenti sull’isola, nel XVIII secolo, anche se questo minuscolo lembo di terra era abitato già dal 1172 quando alcuni monaci costruirono un monastero.

Flatey Islanda

Flatey Islanda

Flatey Islanda

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Reykjavík

Restiamo in Islanda, ma stavolta ci spostiamo nel cuore politico, culturale e della movida, ovvero nella giovane e frizzante Reykjavík.

Parlando francamente, la mancanza di materie prime e la necessità di costruire tutto in cemento e lamiera fanno sì che la sua architettura non sia né preziosa né elaborata ed è lontanissima dagli standard di bellezza ai quali l’Europa ci ha abituati a latitudini più calde. Però Reykjavík è una di quelle città che ti stanno simpatiche a prima vista, senza un reale motivo apparente.

La più piccola e più settentrionale capitale europea è un’esplosione di colori che, nonostante la mancanza di edifici realmente degni di nota – Harpa e Hallgrímskirkja a parte – conquista per la sua vivacità, la mescolanza di stili e la street art.

Reykjavik

Reykjavik

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Lutry

Persiane zebrate, tetti a squame dalle tonalità bronzo e verde oro, guglie altissime e tinte pastello: la Svizzera è anche questo, oltre ai più classici chalet di legno con i gerani alle finestre.

Partendo da Zurigo per arrivare a cittadine più piccoline e meno conosciute, anche la Confederazione ha un bel ventaglio di luoghi in cui sono i colori sono a farla da padrone. Lutry, per esempio, è un borgo medievale del Canton Vaud, lungo le sponde del Lago Lemano, nella splendida area vinicola conosciuta con il nome di Lavaux. Il centro storico di Lutry è un susseguirsi di deliziosi edifici dalle linee semplici, le persiane in legno pitturato e le insegne in ferro battuto che poggiano su muri dalle tonalità delicate.

Lutry

Francesca

Francesca

Amante del caffè in tutte le sue forme, l'importante è che sia rigorosamente senza zucchero. Expat seriale. Innamorata del mondo in ogni sua sfumatura e latitudine, ha perso il cuore in Africa, ma finisce col cercarlo sempre in altri posti. Ne parla poco, ma ha un debole per Londra e il Medioriente.

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5 thoughts on “Europa in technicolor: le città più colorate dei miei viaggi

  1. Che articolo originale Francesca! Un’idea bellissima quella di mettere insieme tutti i luoghi più colorati da te visitati! Anche a me, se dici “colore”, mi vengono subito in mente le casette irlandesi, ma un po’ anche quelle di Burano nella nostra bella Italia. Grazie per aver portato un po’ di … arcobaleno nella mia piatta giornata lavorativa 😉Buon weekend!

    1. Figurati Ale, è stato un piacere! Burano ci sarebbe stata benissimo in questa lista, come le Cinque Terre che ha menzionato Anna. Purtroppo nella prima ci sono stata tantissimi anni fa e non ho foto e le Cinque Terre le vedo sempre da lontano, quando percorro l’autostrada per andare da Ginevra a casa, ma prima o poi mi fermerò!

  2. Impazzisco per i post come questo, e meno male che mi è ricapitato sotto agli occhi su Facebook perché non mi ricordo più una mazza ormai, pure i post che voglio leggere.
    Comunque, mi sa che te lo avevo già detto sotto qualche altro post su questa cittadina, ma lo ripeto: mi sono innamorata di Kinsale. È stupenda! Annecy invece mi ricorda un misto tra Bruges e le Cinque Terre!

    1. Kinsale è stata davvero una bella sorpresa. L’avevo inserita nell’itinerario perché avevo già visto qualche foto ma dal vivo va anche oltre l’immaginazione.
      Ecco, hai nominato due posti, Bruges e Cinque Terre, in cui non sono ancora stata ma stanno li a chiamarmi da un po’!


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