Come una zuppa salvò Ginevra

Era la notte del 12 dicembre 1602 e, come in qualunque altro giorno, Dame Royaume era intenta a mescolare la zuppa di verdure che cuoceva lentamente sul fuoco, in una pignatta di ferro.

La zuppa a quei tempi costituiva praticamente il piatto principale dell’alimentazione della maggioranza della popolazione ginevrina e spesso veniva consumata sia a pranzo che a cena.

Dame Royaume aveva ben 14 figli e trovarla davanti ai fornelli anche a notte inoltrata non era di certo un’eccezione.

Un cavolo, un paio di cipolle, qualche carota, una manciata di spinaci, un’altra di lenticchie e, per finire, un bel pezzo di lardo per insaporire il tutto.

Dame Royaume era arrivata a Ginevra diversi anni prima, trenta esattamente, quando fu costretta a lasciare Lione durante le persecuzioni contro gli ugonotti insieme al marito, il quale, grazie alla lunga esperienza da stagnaio, aveva trovato lavoro come incisore presso la zecca de la République de Genève.

Infatti, a quei tempi, Ginevra era una città-stato, con una propria moneta e anche una nuova religione.

Dame Royaume e la sua famiglia vivevano ai piedi del centro storico, nei pressi della porte de la Monnaie, uno degli accessi alla città che – dopo la scellerata distruzione della quasi totalità della cinta muraria – non esistono più: guardando a Ginevra oggi, possiamo immaginare che tale porta si trovasse proprio nel vicolo che collega Bel Air a Rue de la Confédération, Rue de la Monnaie appunto.

Ma torniamo a quella sera.

Erano da poco passate le 2 e Dame Royaume, che era ancora in piedi a mescolare la zuppa, all’improvviso udì un colpo di archibugio: a pochi metri di distanza, la sentinella di guardia a Tour de la Monnaie, François Bousezel, aveva avvistato un folto gruppo di uomini armati che tentavano di scalare le mura cittadine.

L’uomo ebbe giusto il tempo di dare l’allarme prima di essere raggiunto da un colpo letale.

L’esercito di mercenari, composto da 2.000 uomini guidati da Carlo Emanuele I di Savoia, nel frattempo si era già aperto un varco lungo Rue de la Corraterie e stava defluendo velocemente verso la conquista di quella città che si era resa teatro dell’eresia di Calvino, autoproclamandosi Republique réformée, ed aveva aperto le porte a centinaia di riformati in fuga dalle persecuzioni religiose in atto in diversi Paesi.

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Con la conquista di Ginevra, Carlo Emanuele I si investiva ufficialmente del compito di estirpare il seme dell’eresia e restituire la città al cattolicesimo.

Ma ormai tutta la cittadinanza era stata allertata e Dame Royaume, senza pensarci due volte, afferrò la pesantissima marmitta di metallo, contente la zuppa ancora rovente, e la lanciò dalla finestra, prendendo in pieno uno dei soldati di Carlo Emanuele, uccidendolo.

In realtà, la zuppa di Dame Royaume non fu l’unica cosa a volare fuori dalle finestre.

Una pioggia di sedie, tavoli e altra mobilia fu gettata allegramente sulle teste degli assalitori, mentre giù per le strade si cercava di difendere la città con qualunque tipo di arma.

Alle 5 del mattino la battaglia ebbe fine, lasciando sul campo 54 assalitori e 18 ginevrini: l’esercito nemico era stato battuto.

Ginevra era ancora libera.

***

Come si può immaginare, Dame Royaume è solo una delle tante donne che parteciparono attivamente alla difesa della città, ma il suo gesto è divenuto l’emblema sia del coraggio di un’intera cittadinanza, sia della rievocazione storica che ogni anno ha luogo nel centro storico di Ginevra.

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Nel 1881 i maîtres chocolatiers ginevrini hanno prodotto la prima marmitta di cioccolato ripiena di caramelle incartate con i colori ginevrini – il giallo e il rosso -, di piccoli petardi e di verdure in marzapane: tutt’oggi il venerdì sera più prossimo all’11 dicembre in ogni casa ginevrina, per festeggiare l’Escalade, la marmitta di cioccolato viene rotta dalle mani congiunte del più giovane e del più anziano dei presenti al grido di “Et c’est ainsi que périrent les ennemis de la République!”

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#escaladegeneve #brandstorm #marmite #chocolat

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L’Escalade: tra rievocazione storica e tradizioni mutuate

Ogni anno, durante lo stesso weekend, sempre di venerdì, oltre alla rottura della marmitta di cioccolato, in ogni scuola gli studenti – inclusi i più piccoli – preparano e mangiano la zuppa di verdure di Dame Royaume e organizzano recite a tema.

Inoltre, così come succede ad Halloween, i bambini – vestiti con costumi e maschere di ogni tipo – fanno il giro delle case chiedendo soldi [siamo sempre in Svizzera!] e caramelle.

La domenica, invece, verso le 18:00 ha inizio la rievocazione storica organizzata da La Compagnie 1602 alla quale partecipano 800 figuranti di tutte le età, trasformando l’intera vieille ville in un enorme palcoscenico. La sfilata dell’Escalade si conclude all’incirca dopo 3 ore davanti ad un grande falò nella piazza dell’abbazia di St. Pierre, dove l’araldo incaricato legge finalmente la proclamazione storica.

La serata si conclude poco distante, sotto al colonnato dell’Ancien Arsenal, dove viene servita la tradizionale zuppa di Dame Royaume e ci si può scatenare sulle note di una meno tradizionale musica commerciale.

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Durante il weekend della settimana precedente alla rievocazione storica ha luogo la corsa dell’Escalade, un evento di ben più recente istituzione.

Oltre alle varie corse per categorie in base a sesso ed età, c’è quella della marmitta, durante la quale i partecipanti sono mascherati in tutti i modi possibili ed immaginabili.

L’aspetto più simpatico di questa ricorrenza tutta ginevrina sta proprio nel vedere per diversi giorni panda, zucche, ananas, streghe ed orsacchiotti camminare al fianco di valorosi combattenti, in una sorta di mega carnevale protestante.

Passage De Monetier

Il Passage De Monetier è un accesso segreto di Ginevra risalente al XII secolo, parte di un sistema più complesso di tunnel usati in passato per gli spostamenti dei soldati lungo le fortificazioni della città e come via di fuga per i cittadini.

Oggi è un’attrazione popolare che però rimane chiusa durante tutto l’anno, eccetto due giorni a dicembre.

Nonostante non abbia avuto alcun ruolo decisivo negli eventi di quella notte del 1062, il passaggio – che ha inizio in rue du Perron e sbuca in rue des Barrières, vicino al tempio de la Madeleine, misurando nel tratto finale meno di 50 centimetri di larghezza – viene aperto esclusivamente durante il weekend dell’Escalade: lunghe code di curiosi si formano nell’attesa di poter sfruttare quell’occasione per attraversarlo.

Un’occasione che si presenta solo una volta all’anno.

Francesca

Francesca

Amante del caffè in tutte le sue forme, l'importante è che sia rigorosamente senza zucchero. Expat seriale. Innamorata del mondo in ogni sua sfumatura e latitudine, ha perso il cuore in Africa, ma finisce col cercarlo sempre in altri posti. Ne parla poco, ma ha un debole per Londra e il Medioriente.

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