In Pictures: una passeggiata a Lione

E’ il weekend i Pasqua e noi siamo 4 espatriati impossibilitati a tornare in Italia a causa di impegni lavorativi che ci hanno fatto tentennare fino all’ultimo momento, momento in cui i prezzi degli ultimi 4 biglietti aerei disponibili hanno raggiunto cifre esorbitanti.

Prima che l’idea di dover rinunciare ad una sana abbuffata a base di casatiello e pastiera ci deprimesse completamente, ci siamo chiesti dove potevamo consolarci con un pasto che fosse almeno vicino ad un degno sostituto dei manicaretti nostrani, ovvero la giusta celebrazione della domenica pasquale.

E per chi vive da queste parti, Lione – l’indiscussa capitale gastronomica francese, a soli 150 chilometri da Ginevra – è l’unica risposta possibile.

Visitare tutta Lione in un giorno è un piano un po’ troppo ambizioso, specie se si ha intenzione di farlo dopo una sosta al gusto di saucisson de Lyon e andouillette in uno dei tipici bouchon del centro, ma una passeggiata lungo le stradine lastricate del cuore antico e le ripide salite verso il punto panoramico più bello sicuramente sono sufficienti a far respirare l’atmosfera conviviale della città e a sentirsi meno in colpa nel conteggio delle calorie.

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Due fiumi – il Rodano e il Saona -, due colline – Fourvière e Croix-Rousse – e quattro rive – lungo Vieux Lyon e Presqu’île – disegnano il caratteristico centro storico di Lione, incluso nel 1988 nel Patrimonio Mondiale dell’Unesco.

Vieux Lyon, in particolare, è difatti l’area medievale e rinascimentale, insieme a Venezia, più vasta e meglio conservata in tutt’Europa.

Essa è costituita da tre quartieri diversi ed ognuno di essi in passato si distingueva per la classe sociale dei propri abitanti: Saint-Georges era il quartiere degli artigiani, in particolar modo dei canuts, i tessitori della seta, prima che questi si trasferissero a Croix-Rousse; Saint-Jean quello dell’alto clero e dell’aristocrazia; Saint-Paul dove abitava l’alta borghesia.

Lione

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Traboules

Vieux Lyon è caratterizzata da vicoli stretti sui quali si affacciano bellissimi palazzi storici e una miriade di cafè, bouchon e piccoli negozietti di souvenir, ma la caratteristica principale di questa zona, sono i traboules – come quello de la Tour Rose – ovvero dei passaggi coperti che attraversano i cortili delle case, collegando fra loro le vie principali.

Lione

A Lione, tra Vieux Lyon, Croix-Rousse e Presqu’île, se ne contano all’incirca 500.

I più antichi risalgono al IV secolo e nel corso dei vari periodi storici i traboules hanno giocato un ruolo fondamentale per la popolazione lionese, sia a livello pratico che strategico: nati per accorciare le distanze per l’approvvigionamento d’acqua dal Saona ed utilizzati dai canuts per trasportare i tessuti da una parte all’altra della città al riparo dalla pioggia, hanno svolto poi un ruolo fondamentale nella rivolta di quest’ultimi e durante la resistenza contro le forze naziste.

Basilica Notre Dame de Fourvière

Un mix di stili tra gotico, neoclassico e art-nouveau, e ricchissime decorazioni che mi hanno letteralmente lasciata a bocca aperta e con gli occhi incollati al soffitto.

Abbiamo raggiunto la Basilica a piedi seguendo la ripida scalinata di Montée des Chazeaux, che si trova all’inizio di Rue du Bœuf (angolo Montée du Chemin Neuf), ma è possibile arrivarci anche con la funivia.

La vista dalla collina di Fourvière abbraccia l’intera città ed è semplicemente fantastica.

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Parco Archeologico

Si trova poco distante dalla Basilica e comprende il Museo Gallo-Romano e il bellissimo teatro, risalente al 15° secolo A.C. tutt’oggi utilizzato per eventi e rappresentazioni teatrali.

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Tips

Oggi gran parte dei traboules sono privati e chiusi al pubblico ma ce ne sono alcuni che si possono attraversare liberamente: si trovano in rue St Jean 54 e 27 e in Place du Gouvernement. Se trovate il cancello chiuso, cercate il bottone elettronico per aprirlo. La mappa completa con tutti i dettagli di ogni traboule può essere consultata sul sito ufficiale.

Bistrot de Saint Jean a Place de Petit College è il bouchon che abbiamo scelto per pranzare. L’ambiente è molto rustico e le due salette sono piccolissime e affollate con gli oggetti più disparati. Servizio allegro e cortese e cucina della tradizione lionese: consigliato!

Francesca

Francesca

Amante del caffè in tutte le sue forme, l'importante è che sia rigorosamente senza zucchero. Expat seriale. Innamorata del mondo in ogni sua sfumatura e latitudine, ha perso il cuore in Africa, ma finisce col cercarlo sempre in altri posti. Ne parla poco, ma ha un debole per Londra e il Medioriente.

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8 thoughts on “In Pictures: una passeggiata a Lione

    1. Grazie Mery! Ma dai, io ho iniziato a pensare a Lione solo lo scorso anno quando ho letto del festival delle luci e poi mi sono ritrovata ad andarci quasi per caso solo ora. Allora devi organizzare al più presto, un bel weekend di primavera sarebbe perfetto.. dai, dai! 😉

  1. Sono stato a Lione poche settimane fa e ho scritto anche io diversi post su questa città. Ciò nonostante mi sono molto divertito a leggerti per avere la prospettiva avuta da un’altra persona.
    A riguardo devo ammettere che l’hai resa più bella di ciò che è!

    1. La bellezza è soggettiva e le sensazioni che una città dà possono cambiare anche in base alla nostra predisposizione del momento.
      Io ho trovato Lione molto carina e, senza esagerare coi complimenti, penso che abbia dei luoghi d’interesse, come la basilica e il teatro romano, di innegabile bellezza.
      Passerò a leggerti!

    1. Grazie ragazzi! In verità la Francia non mi aveva mai attirato prima, ma ora che ci vivo a due passi e la sto scoprendo, devo dire che mi piace sempre di più. Beh, Provenza e Costa Azzurra direi che penso siano il top di questo Paese!


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