Cotswolds e castelli reali: tutta la magia della campagna inglese

Ci sono dei viaggi che arrivano inaspettatamente, azzeccando perfettamente il timing.

Una ventata d’aria fresca e di calore di una terra e di una lingua tanto familiari quanto amate.

Questo weekend in Inghilterra non poteva arrivare in un momento migliore, un periodo in cui il pensiero di un obiettivo che non si riesce a raggiungere diventa un peso sulle spalle difficile da sopportare.

Un viaggio può anche non essere la soluzione, ma è un grande alleato per cambiare la prospettiva, per tornare a respirare, per capire che non bisogna focalizzarsi sempre sui fallimenti, ma guardare parallelamente anche alle cose belle che arrivano, ai nostri piccoli successi.

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Paesini minuscoli aggrappati al tempo e alla tradizioni, caratterizzati da deliziosi cottage di pietra color miele, nei quali tutto ha misure lillipuziane.

Residenze nobiliari nascoste da ettari di giardini curatissimi, nei quali sono sbocciate tormentate storie d’amore e tessuti intrighi di palazzo.

Colline dalle forme morbide, costellate da quei bianchi batuffoli di lana che hanno fatto da sempre la fortuna più grande di queste campagne.

La nebbia che si alza dai prati ancora verdi ed invade lentamente la brughiera, tinta dei colori dell’autunno più belli.

Il tutto avvolto da atmosfere magiche, condite da un po’ di romanticismo e un po’ di mistero, ovvero il fascino della vecchia Inghilterra.

Viaggiare da queste parti significa fare un viaggio soprattutto nel tempo, dal Medioevo all’Ottocento, immaginando tutto quello che vi è stato nel mezzo: vite segnate dal duro lavoro dei tessitori di lana e altre coccolate da pizzi e merletti.

Viaggiare da queste parti dell’Inghilterra mi ha confermato che la mia passione per la perfida Albione non si limita alla capitale, ma abbraccia una nazione intera.

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L’itinerario: paesini dei Cotswolds ma non solo.

Il mio itinerario è molto parziale – i tesori sparsi per queste contee sono innumerevoli: già solo i paesini dei Cotswolds sono una trentina – ed è stato disegnato considerando la partenza da Bracknell – dove ci siamo fermati la prima notte per motivi di lavoro – ed includendo Stonehenge e il Castello di Windsor.

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[clicca sulla mappa per ingrandirla e stamparla]

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Un suggerimento però vale per qualunque tragitto decidiate di seguire: abbandonate l’autostrada in favore delle più anonime stradine di campagna. Questo è uno di quei viaggi da fare piano, assaporando ogni chilometro e lasciando spazio a tappe non programmate.

Prima di partire per qualunque road trip è bene considerare anche l’acquisto di una assicurazione che vi tuteli dagli impresti: la polizza Elite di Assivia, per esempio, è la prima in Italia a rimborsare anche la franchigia applicata dall’autonoleggio.

Newbury

Prevista come prima tappa per i vicini Donnington Castle, una fortezza risalente al ‘300 che svolse un ruolo strategico durante la guerra civile inglese,  e Highclere Castle, la cittadina in sé non mi ha colpito particolarmente.

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Highclere Castle è la favolosa country house nella quale si intrecciano le storie della serie televisiva Downton Abbey.

In questo periodo è chiusa al pubblico e le visite riprenderanno a dicembre, ma l’accesso al parco circostante dal quale si scorgono i pinnacoli neogotici della magione – almeno in quel momento – era possibile.

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Dalla vicina Beacon Hill la vista sul Castello di Highclere è totale, ma ormai il tramonto era vicino e abbiamo rinunciato alla camminata di mezz’ora fino alla sommità.

Stonehenge

Noi ci siamo stati di sabato mattina, arrivando circa 20 minuti prima della fascia oraria prenotata (10.00 – 10.30): abbiamo visitato il sito in compagnia di un (fortunatamente non troppo) numeroso gruppo di turisti cinesi, ma se fossimo arrivati leggermente prima, saremmo stati completamente da soli.

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All’uscita, ho notato che nel frattempo erano arrivati pullman carichi di visitatori e le file alla biglietteria erano chilometriche. Vi consiglio quindi l’acquisto on line dei biglietti – ai prebooked ticket, infatti, è riservata una corsia d’accesso – e di scegliere la fascia oraria dalle 9.00 – 9.30 (anche se non è vincolante) per godervi il posto in tutta tranquillità.

Castle Combe

Castle Combe segna finalmente il nostro arrivo ai Cotswolds.

E’ il più bel paesino d’Inghilterra, ma non sono solo io a dirlo: il titolo fu infatti ufficializzato nel 1962.

Castle Combe è difatti un villaggio  piccolissimo estremamente fotogenico che si sviluppa attorno alla Market Cross: una piazzetta, un paio di stradine lungo le quali si susseguono deliziosi cottage in pietra, sale da tè dove approfittare di dolcetti fatti in casa, pub storici col caminetto accesso che servono birre locali e una grandiosa, bellissima manor house del 14° secolo.

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Bibury

E’ Arlington Row il punto focale di tutto il villaggio di Bibury, una stradina costeggiata da graziosi cottage che sembrano usciti da un libro di Tolkien.

Costruiti nel 1380 come magazzini per la lana, qualche secolo più tardi questi piccoli edifici furono trasformati in abitazioni per i tessitori del vicino mulino.

Questo scorcio di Inghilterra è così noto ed emblematico da apparire addirittura sulla copertina interna del passaporto britannico.

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L’appellativo di Venezia delle Cotswolds lo trovo un po’ troppo azzardato e probabilmente gli è stato affibbiato per attrarre più turisti possibile, cosa che in effetti è riuscita visto che, tra tutti i paesini visitati durante questo weekend, Bourton è quello in cui l’effetto di viaggio nel tempo si avverte di meno.

Con ciò non voglio dire che non sia carino, anzi, il susseguirsi di ponticelli lungo il Windrush, un fiumiciattolo dalle acque basse e trasparenti in cui nuotano anatre e cigni, rende una passeggiata a Bourton molto piacevole.

Noi ci siamo arrivati dopo il tramonto: le luci gialle dei lampioni, le strade semi deserte e la nebbia che pian piano si alzava hanno sicuramente contributo a creare un’atmosfera misteriosa e intrigante.

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Blenheim Palace

Questo palazzo fu costruito agli inizi del 18° secolo per festeggiare la vittoria sui Francesi durante la guerra di successione spagnola e fu donato a John Churchill, Duca di Marlborough, capo delle forze alleate durante la battaglia di Blenheim.

Ed è qui che nacque uno dei suoi successori più noti, Winston Churchill, il quale a sua volta – in veste di primo ministro – guidò il Regno Unito durante la Seconda Guerra Mondiale.

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Tuttora il Palazzo è abitato dal Duca di Marlborough (il 12°) e la sua famiglia: l’ingresso al parco esterno è gratuito, mentre è prevista una combinazione di biglietti per visitare il parco interno, i vari giardini e gli appartamenti di stato.

Per tutte le informazioni sui tour possibili, cliccate qui.

Windsor Castle

Non so voi, ma io mi aspettavo di trovare il Castello di Windsor immerso in un bellissimo parco nella campagna inglese, lontano dal resto del mondo. Invece, la fortezza di Sua Maestà si trova ai margini dell’omonima città, il che è perfetto per mangiare – dopo la visita – un buonissimo mushroom pie al The Horse & Groom, un pub che si trova a Castle Hill almeno dal 1719, e farsi un giro in una Windsor che si è rivelata davvero carina.

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Non vi racconterò della bellezza dei maestosi appartamenti di stato, dei preziosi mobili antichi che si trovano all’interno e della sensazione che da camminare all’interno di un palazzo tuttora utilizzato dalla famiglia reale più famosa al mondo, perché credo lo possiate immaginare.

Comunque, per me, già solo la mostra temporanea degli abiti di zia Beth è valsa l’intero biglietto.

Peccato non fosse possibile fare foto all’interno.

Gli appartamenti di stato chiudono prima del resto del castello (d’inverno alle 15.30): tenetene conto nel programmare la visita perchè perdereste la parte più bella ed interessante. Anche qui vi consiglio di acquistare i biglietti on line per saltare la fila: noi lo abbiamo fatto dal cellulare mentre eravamo in coda, per ritrovarci ad entrare un minuto dopo.

I due parcheggi più vicini al Castello si trovano in River Street: portatevi dietro un sacchetto di soldi spicci perché sono l’unico mezzo di pagamento utilizzabile.

Post in collaborazione con Assivia.

Francesca

Francesca

Amante del caffè in tutte le sue forme, l'importante è che sia rigorosamente senza zucchero. Expat seriale. Innamorata del mondo in ogni sua sfumatura e latitudine, ha perso il cuore in Africa, ma finisce col cercarlo sempre in altri posti. Ne parla poco, ma ha un debole per Londra e il Medioriente.

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24 thoughts on “Cotswolds e castelli reali: tutta la magia della campagna inglese

  1. Quando vedo foto come queste, e leggo di questi luoghi, subisco una volta di più il fascino della campagna inglese, dei suoi paesaggi e della sua storia. Mi vengono sempre in mente le leggende di Camelot, una delle mie passioni… e i romanzi di Jane Austen…

    1. Io sono più per Jane Austen e le intrigate storie di palazzo di un’epoca un po’ più recente (credo di aver visto tutta la produzione cinematografica sugli antenati di zia Elisabetta), ma la passione è la stessa, grande.

  2. Questo viaggio mi intriga come pochi altri in questo periodo. Sarà che a ottobre avevo provato a organizzare, ma non ho trovato una stanza libera negli alberghetti che piacevano a me…Mi salvo il tuo itinerario “in caso di…”😉 Ciao!

    1. Hai fatto bene a rimandare allora. Per questo viaggio in particolare sono stata un po’ pignola con l’alloggio: doveva per forza avere determinate caratteristiche per non rovinare l’atmosfera. Non si può concludere una giornata alle Cotswolds dentro un’anonima stanza di un catena alberghiera 🙂

      1. La penso come te! Infatti ero riuscita a trovare posto in una catena alberghiera alla periferia di Cheltenham, ma ho preferito rinunciare…;) Sarà per la prossima. Tanto ormai me lo sono messo in testa 😀

  3. La mia passione per le Cotswolds aumenta ogni volta che leggo un post! Le foto poi che te lo dico a fare, sono bellissime e parlano da sole. Le ho scoperte per caso un annetto fa, quando tramite instagram trovai un itinerario di viaggio di una ragazza ispirato ai villaggi letterari inglesi, è stato subito amore tant’è che questa estate pensavamo di farci un giretto da quelle parti, ho comprato anche dei libretti della pocket mountain carinissimi con un sacco di passeggiate ed itinerari brevi, ma alla fine abbiamo deciso per l’Irlanda… ma le Cotswolds restano sempre là ad aspettarmi! Mi salvo l’itinerario, prima o poi mi sarà utilissimo!

    1. Beh, non male nemmeno l’Irlanda, anzi, dai tuoi post si percepisce tutto l’entusiasmo per un viaggio bellissimo 🙂
      Se posso darti un piccolo suggerimento, evita di andarci d’estate quando c’è il super affollamento. Io ci sono stata agli inizi di novembre: pochissimi turisti in giro, spesso sole e pioggia quasi zero (tanto se deve piovere, piove pure ad agosto) e dei colori autunnali strepitosi!

  4. Ma che bella scoperta questo blog! Io di tutti questi posti sono stata solo a Castle Combe, ero diretta in Cornovaglia! L’ho trovato bellissimo e mi ha lasciato la voglia di tornare a vedere tutti gli altri villaggi 🙂 Complimenti per le foto, sono davvero belle!
    A presto!

    1. Ciao Flavia, è un piacere averti qui!
      Castle Combe è decisamente quello che mi è piaciuto di più, nonostante sia minuscolo. Decidere per un itinerario al posto di un altro è davvero difficile: i posti da vedere sono tantissimi e si ha sempre la sensazione che si sta rinunciando a qualcosa di bello.
      Ah, bisogna tornarci! 😉

  5. Mi viene da piangere di fronte alla bellezza di questi posti! Le parole che usi per descriverli mi fanno tornare con la mente in un paese che adoro e dove vorrei tornare presto. Ho scoperto per la prima volta questa zona qualche anno fa, passando una volta dalle parti di Gloucester e un’altra volta a Tetbury, che assomiglia molto a Bibury.
    Buona notte 😊

    1. Buongiorno Silvia,
      sono sempre stati innamorata del Regno Unito, in particolare dell’Inghilterra, ma ultimamente sto vivendo – di nuovo – una sorta di fissazione: mi emoziono di più all’idea di un viaggio da quelle parti che, non so, in Vietnam per esempio 🙂

  6. Oh mio Dio che bellezza. Mi hai teletrasportato tra quei cottage e quelle stradine, facendomi scoprire luoghi di cui ignoravo quasi totalmente l’esistenza. Sembrano veramente villaggi usciti dalle mani di qualche scrittore..compimenti per le foto, davvero molto belle

    1. Confermo, sembra di tornare all’improvviso indietro nel tempo e ritrovarsi a vivere in un racconto scritto a quattro mani, da Jane Austen e Tolkien 🙂
      Grazie per i complimenti!

  7. Ero sicura che ti sarebbero piaciute 🙂 Anch’io ho percepito un’atmosfera meno autentica a Bourton… sarà che ho ancora nel naso l’odore del fish & chips che mangiavano tutti i turisti lungo il fiume (pure se adoro il fish&chips!). E le pecorelle? Troppo carine!!!!
    baci

    1. Quando ci siamo stati noi a Bourton c’era poca gente in giro: era già buio e faceva un freddo polare, però già dall’abbondanza di negozi – tutto “qualcosa”-on-the-water – si percepisce che si è cercato di forzare un po’ troppo la mano.
      Ma è comunque da visitare, perché nel complesso è carina.
      Un weekend che ripeterei ancora e ancora, facciamo almeno una volta al mese 😉

  8. Franci, quanto sei stata in giro in tutto? Quanti giorni per fare tutto l’itinerario che hai fatto tu (escluderei forse il solo castello di Windsor, dovendo lasciare indietro qualcosa…..)?

    Un abbraccio,
    Elena

    1. In realtà, considerando solo l’itinerario da Newbury in poi, abbiamo dormito 2 notti: il venerdi all’ora di pranzo siamo partiti da Brakcnell fino al Rollestone Manor, il giorno dopo Stonehenge, Castle Combe e gli altri paesini; domenica il Blenheim Palace e Windsor con partenza da Gatwick in serata. Se riesci ad atterrare a Heathrow ti risparmi una quarantina di chilometri e se non vai a Windsor hai parecchio tempo per visitare altri paesini dei Cotswolds oltre a quelli che ho visto io.
      Ah, ci stai pensando sul serio! 😉

      1. Vorrei includere anche Stonehenge… sì, ci sto seriamente pensando… ma sarebbe un regalo, pertanto devo fare 4 conti e organizzare per bene. Se la montagna non va a Maometto…. 😉 Stesso periodo in cui sei andata tu… un mesetto prima, circa!

        1. Cerca di andarci in autunno comunque, perchè eviti la calca dell’estate e, vabbe hai visto le foto, i paesaggi sono fantastici!
          Eh, il profeta ha bisogno di essere guidato ogni tanto.. 😉

          1. Vero!!! Comunque ho piazzato un calendario in mano al profeto e una cartina della Svizzera e gli ho detto “QUANDO?”… E’ rimasto di sasso per il Sudafrica. Ho visto la paura nei suoi occhi quando abbiamo pensato fosse un regalo. Francesca, ti teme tantissimo! Se dovessero oscurarti il blog….. 😉

          2. Dai, anche se lo fosse stato lo avremmo esonerato dal Sudafrica in previsione del grande progetto di quest’estate! E comunque non è un regalo, assolutamente! 😉 Io vi aspetto al di la delle Alpi comunque!


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