Islanda del nord: le punte di diamante

In un post precedente ho tracciato quello che secondo me sarebbe l’itinerario ideale per un breve viaggio in Islanda.

Come ho scritto in quell’articolo, è al sud che si concentra una grande parte delle attrazioni più belle e conosciute del Paese, ma ciò non vuol dire che il nord non abbia una quantità di posti davvero belli che meritano di essere inclusi in un itinerario più ampio o considerati per un ritorno in Islanda.

A dirla tutta, il Norðurland islandese mi è piaciuto molto per la varietà dei paesaggi, per il fatto che non tutto è a portata di mano – nel senso che per raggiungere determinati posti bisogni abbandonare la comoda Ring Road in favore di qualche sterrato, aggiungendo così quel pizzico di avventura che non guasta mai – e, infine, perché Akureyri, nonostante non abbia un granché di speciale, ha conquistato un pezzettino del mio cuore.

Sarà stata colpa del buon cappuccino che ho bevuto al Bláa kannan café.

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Se il sud può vantare il Golden Circle tra le prime cose da vedere in Islanda, il nord ha da giocarsi la carta del Diamond Circle, un circuito di 260 km che va da Húsavík al lago Mývatn e che include alcuni degli scenari più belli di tutto il Paese.

Il chilometraggio riportato nella mappa è praticamente il doppio perché include sia la cascata Aldeyjarfoss che la strada fino ad Hauganes.

islanda del nord[clicca sulla mappa per ingrandirla e stamparla]

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Islanda del nord: le cascate

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Goðafoss

E’ una della cascate più spettacoli di tutta l’Islanda e si trova all’inizio della Sprengisandur (la F26), l’unica strada ad attraversa da nord a sud l’intera isola.

Il nome significa cascata degli dei ed è legato alla leggenda secondo la quale Þorgeir Ljósvetningagoði, un sacerdote e capo pagano, attorno all’anno 1000, decise per il Cristianesimo come religione ufficiale dell’Islanda. Dopo questa conversione si narra che – tornando dall’Alþingi – Þorgeirr gettò le statue dei propri idoli pagani nella cascata.

godafoss

Trovarsi ai suoi piedi è stata una delle emozioni più forti provate durante il tutto viaggio.

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Aldeyjarfoss

A sud di Goðafoss, lungo la F 26, si trova Aldeyjarfoss, il cui salto è circondato da un enorme ventaglio di colonne di basalto: l’intera parete che costeggia la cascate e il fiume che ne segue appare come un grandissimo organo.

Islanda del nord

Alcuni la trovano simile a Svartifoss, nella parte meridionale dell’isola, ma credo sia un paragone un po’ azzardato: per me Aldeyjarfoss vince a mani basse, anche se vi consiglio di spingervi fin qui solo se avete parecchio tempo a disposizione.

Da Goðafoss sono circa 41 km di strada sterrata: si segue prima la 842 per prendere poi la Sprengisandur (F 26), il cui inizio è segnalato sia da un cartello che da un cancello, che dovrete aprire e richiudervi alle spalle altrimenti farete scappare tutte le pecore della fattoria.

Non sto scherzando!

Gli ultimi 4 km prima della cascata sono abbastanza tosti e percorribili solo in 4×4 – come tutta la F 26 – ma non vi preoccupate per i cartelli che segnalano guadi: fino alla cascata non incontrerete nulla di impegnativo in questo senso.

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Dettifoss

Dettifoss non è la cascata più alta d’Islanda, ma sicuramente è la maggiore per portata ed ampiezza, non solo dell’isola, ma in tutto il continente: la potenza dell’acqua solleva spruzzi visibili fino ad 1 km di distanza e la potenza d’urto è tale da scavare la gola ogni anno per diversi centimetri.

Il salto venne originato da un violento terremoto che deviò il corso del fiume Jökulsá á Fjöllum verso una profonda fenditura nella pianura basaltica, ovvero il canyon Jökulsárgljúfur.

Islanda del nord

L’area attorno a Jökulsárgljúfur è parco nazionale e, da Dettifoss fino al più piccolo canyon Ásbyrgi, è ricca di luoghi di interesse, contando diverse cascate – Dettifoss, infatti, è solo una di queste – e numerose grotte e formazioni laviche dalle linee e colorazioni bizzarre.

Una piccola curiosità: Dettifos è la cascata che fa da sfondo a questa scena di Prometheus.

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L’Islanda del Nord tra vulcani e scenari marziani

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Kafla è un’enorme caldera situata lungo la Ring Road e da il nome all’intera area che comprende diversi punti di interesse. Il vulcano è ancora attivo e, nonostante se ne stia tranquillo ormai da qualche anno, dal 1975 al 1984 ha eruttato ben 29 volte.

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Hverir

E’ una grande area geotermale animata da innumerevoli piscine di fango ribollente, caldere e fumarole.

In questo posto è facile pensare di trovarsi improvvisamente su un altro pianeta: i colori predominanti sono l’ocra, il giallo e il bianco in contrasto con il grigio denso del fango che fuoriesce dal terreno; la visuale è spezzata da colonne di vapore che si innalzano da coni di pietra e l’odore acre dello zolfo è più forte che mai.

Islanda del nord

hverir

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Leirhnjúkur

Il sentiero che porta fino alla sommità di Leirhnjúkur è un susseguirsi di fumarole in un terreno le cui sfumature degradano dal bronzo al bianco, molto simile a Hverir, ma più si sale e più il tutto si trasforma in un immenso campo di lava.

La prima sensazione  è quella di desolazione proprio per la vastità dello spazio ricoperto dal magma, ma poi si inizia a percepire una qualche forma di vita, silenziosa e potente, che si manifesta attraverso le sculture di lava dalle forme strane, dai bollori del sottosuolo e dal vapore che si fa strada tra le rocce.

Islanda del nord

Islanda del nord

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Viti

In direzione opposta rispetto al sentiero che sale verso Leirhnjúkur, c’è il cratere che l’esplosione del 1724 del Kakla si è lasciata dietro.

Islanda del Nord

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L’Islanda del Nord: relax e whale watching

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Myvatn Lake

Anche il lago Myvatn ovviamente è nato da un’eruzione di lava basaltica circa 2300 anni fa e tutta l’area attorno ad esso è dominata da formazioni vulcaniche, pilastri di lava e solfatare.

myvatn-lake

Vi consiglio di percorrere tutta la strada che segue il perimetro del lago (848 e 1) fermandovi di tanto in tanto presso i viewpoint – come il Höfði Lakeside Walk dai quali si possono scattare delle belle foto. Preparatevi ad affrontare orde di mosche agguerritissime che ahimè mineranno la vostra voglia di scendere dalla macchina per una bella passeggiata: occhiali da sole e sciarpa attorno orecchie e bocca saranno la vostra salvezza.

In questa zona si trovano anche i Myvatn Nature Baths, una valida – e più economica – alternativa alla Blue Lagoon di Grindavík.

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Whale Watching

Húsavík è la città più grande all’interno del Diamond Circle e capitale indiscussa di questo tipo di escursioni.

Fuori dal cerchio, ma comunque sempre in zona, è possibile fare whale watching salpando sia da Akureyri e Hauganes, nel fiordo di Eyjafjörður.

La voglia irrefrenabile di vedere le balene di Mister ha fatto sì che partecipassimo a due escursioni: in questo post trovate le mie considerazioni in merito.

Il periodo più adatto per un viaggio nella parte nord dell’Islanda, secondo me, è l’estate: diversi siti, come le case di torba di Glaumbær e di Laufás di cui vi parlerò in seguito, e le F Road necessarie per raggiungere, per esempio, Dettifoss e Aldeyjarfoss, vengono chiusi durante l’inverno. 

Francesca

Francesca

Amante del caffè in tutte le sue forme, l'importante è che sia rigorosamente senza zucchero. Expat seriale. Innamorata del mondo in ogni sua sfumatura e latitudine, ha perso il cuore in Africa, ma finisce col cercarlo sempre in altri posti. Ne parla poco, ma ha un debole per Londra e il Medioriente.

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