Momenti

Un abbraccio. Reclamato in silenzio da due occhi che ti guardano dal basso e una mano che inaspettatamente già sta stringendo la tua.

Un abbraccio. E una testolina che già si è appoggiata sul tuo petto; le labbra che vorrebbero dire tante cose, ma riescono a sussurrare solo un nome che riesci a malapena ad afferrare.

Un abbraccio. E due manine che già ti stanno accarezzando i capelli, quei capelli lunghi così affascinanti agli occhi di bambina.

Un abbraccio, quell’abbraccio che continua ad esserci anche quando, suo malgrado, Tunda deve scioglierlo per raggiungere i suoi compagni già seduti attorno alla tavola davanti al piatto di ugali.

Un abbraccio che si è sciolto, ma che è rimasto tatuato sulla pelle.

Tunda non l’ho più rivista ed è diventata un tarlo nella mente. E allora l’ho cercata e ritrovata. Continua a vivere nel suo bellissimo paese e quest’anno ha iniziato ad andare all’asilo. Vive nella grande casa colorata con altri 150 bambini e Sussy, la mamma che si prende cura di tutti.

Ma accanto a lei, a tanti chilometri di distanza, adesso Tunda ha qualcuno che cercherà di aiutarla ad avere un futuro migliore.


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Tunda vive dalla nascita al God Our Father Centre for Needy Children (gcfnc.blogspot.com, www.kenyachildrenshome.com) dopo essere stata abbandonata da una madre che non riesce a prendersi cura neanche di se stessa, insieme a più di 150 altri orfani, alcuni con gravi disagi fisici e mentali. Il Centro è stato fondato nel 2005 a Timboni da Sussy MmBaka Reuben e poi è stato trasferito a Watamu, sulla strada che porta alle rovine di Gede, dopo che, grazie al contributo dei vari benefattori – unica fonte di finanziamento del progetto – è stato possibile comprare un pezzo di terra e costruire una struttura più grande ed organizzata.[/su_note]

Se siete a Watamu, sottraete un paio d’ore al sole e alla spiaggia e fate un salto al GOF – qualsiasi tuk tuk vi porterà per un paio di euro – vi accoglieranno a braccia aperte.

E date un bacio a Tunda da parte mia.

Francesca

Francesca

Amante del caffè in tutte le sue forme, l'importante è che sia rigorosamente senza zucchero. Expat seriale. Innamorata del mondo in ogni sua sfumatura e latitudine, ha perso il cuore in Africa, ma finisce col cercarlo sempre in altri posti. Ne parla poco, ma ha un debole per Londra e il Medioriente.

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6 thoughts on “Momenti

  1. Bella bella bella. Ma cos’hanno i bambini africani, perchè sono così diversi dai ‘nostri’? Eppure sono sempre bambini. Non lo so, cerco di darmi una risposta mentre sono qui.
    Nel frattempo, un abbraccio a te e a tutte le Tunda d’Africa

    1. Non te lo so dire Cris, forse è quello che si portano dentro, il luogo in cui crescono, a renderli speciali, non saprei. Scoprilo anche per me.. io intanto ricambio l’abbraccio.


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