Chiara, vivere senza confini

Occhi scuri e curiosi, occhi profondi che sorridono sinceri. Chiara, siciliana e cittadina del mondo. Chiara che non riesce mai a stare ferma.

L’ho conosciuta per caso 10 anni fa: eravamo arrivate da poco a Londra ed eravamo entrambe alla ricerca di nuove amicizie e, come spesso succede in queste situazioni, ci si rifugia per facilità e voglia di sentire il calore di casa nei rapporti tra connazionali.

Con Chiara in realtà mi ci si sono incontrata poco, come con tutti gli Italiani a Londra, ma siamo sempre rimaste in contatto, anche dopo l’esperienza londinese, quando io sono tornata definitivamente a casa e lei, invece, era impegnata a traslocare da una città all’altra, lungo tutto lo Stivale.

Chiara che non si da mai pace.

Cinque anni fa è atterrata in Australia ed è li che siamo incontrate, dieci anni dopo Londra, come se fosse passata una settimana.

E’ arrivata a Melbourne per seguire un amore appena nato, dall’accento un po’ siciliano e un po’ inglese, che vive li da 10 anni ed ha la passione per la politica.

Lui era tornato in Sicilia in vacanza, quasi per caso, per un biglietto aereo trovato ad un buon prezzo.

“Tu lo sai che sono un po’ pazza” mi ha detto. “Ero in attesa di essere chiamata per uno stage a Bologna, dopo aver finito il corso di restauro della pellicola ed ho conosciuto Giuseppe. Ho deciso di seguirlo prima che ripartisse.”

Inizialmente ha tentato la strada del cinema, ma in Australia l’industria cinematografica non offre molte opportunità e, quindi, ha cercato di realizzare un altro sogno, seguendo la sua seconda passione: dopo diversi lavori e tentativi, finalmente ha trovato il lavoro che la rende felice.

“Mi sveglio tutte le mattine col sorriso: il mio non è un semplice lavoro in biblioteca. Mi occupo anche della consegna dei libri a chi, per questioni di salute, non può venire a prenderli personalmente: questo mi permette di passare del tempo con le persone, far loro compagnia, parlare di libri e di altro, e non c’è cosa più bella di rendersi conto che mi stavano aspettando, che aspettano il mio arrivo come se fossi un’amica. Questo mi fa stare bene, mi fa sentire utile. Pensa che quando sono arrivata a mala pena sapevo guidare: adesso vado in giro con un furgone enorme, pieno di libri, in giro per Melbourne”.

E sorride.

Il bello di lavorare in Australia è che non hanno problemi a dirti che sia bravo, che stai facendo bene il tuo lavoro, e questo per me è il miglior incentivo a fare sempre meglio; mi aiuta a capire che sono sulla strada giusta. In Italia ho sempre avuto l’impressione che fossi in debito con il mio datore di lavoro perché mi stava dando l’opportunità di lavorare, qui ti dimostrano che apprezzano la tua professionalità senza avere il timore che tu possa chiedere qualcosa in cambio”.

In quel momento l’ho invidiata. Me la ricordo anch’io quella bella sensazione di svegliarsi la mattina con la voglia di correre in ufficio e mentalmente ci arrivi prima di metterci piede.

Chiara lavora full time, fa sport e non ha ancora smesso di studiare: è iscritta all’Università e si sta specializzando in archiviazione elettronica.

“Da qui, rispetto all’Italia, anche gli Stati Uniti sembrano vicini. Se vivi a New York, dopo 8 ore sei a Roma. Se io voglio tornare a casa, mi devo fare 24 ore di viaggio. L’Australia è un mondo a parte. E’ cosi lontana da tutto il resto, così isolata. Ma forse è proprio questa la bellezza di questa terra“.

“Non ti nascondo che ogni tanto penso ad avvicinarmi un po’, non intendo tornare in Italia, ma già spostarsi in Europa sarebbe come tornare a casa. Londra mi è rimasta nel cuore e ogni tanto penso che mi piacerebbe tornare a vivere la.”

Chiara è una delle poche, o forse l’unica persona che conosco fisicamente che, per me, incarna l’essere cittadino del mondo. Chiara non ha confini e non ha legami viscerali con nessun posto se non con la sua Sicilia: le distanze per lei sono relative così come i luoghi.

Se ha un progetto lo porta avanti, che sia a Roma, a Bologna o a Melbourne non importa.

Non è mai troppo tardi per cambiare e non è mai troppo presto per farlo. Vivere a 16 mila chilometri non è facile – come non lo è a 500 -ma una volta che hai fatto la scelta di andare via, inizi a vivere a cavallo di due mondi: non appartieni piu totalmente alla tua terra e non apparterrai mai completamente alla nuova. Ma il cambiamento è un’opportunità da sfruttare, da non lasciarsi scappare.

Chiara trasuda leggerezza. Chiara è libertà.

“Non so cosa sta cercando, ma sento che ancora non l’ho trovato.”

E allora buona ricerca Chiara, magari un giorno torneremo ad essere vicine di casa nella nostra Londra.

Francesca

Francesca

Amante del caffè in tutte le sue forme, l'importante è che sia rigorosamente senza zucchero. Expat seriale. Innamorata del mondo in ogni sua sfumatura e latitudine, ha perso il cuore in Africa, ma finisce col cercarlo sempre in altri posti. Ne parla poco, ma ha un debole per Londra e il Medioriente.

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10 thoughts on “Chiara, vivere senza confini

  1. Credo che Chiara per molti versi sia simile a me.. Anche se io di legami me ho due uno nelle mie Marche e uno nel mio Kenya. Solo questi posti mi appartengono, per il resto fluttuo nel mondi 😉 L’Australia però sarà sempre il mio sogno!

    1. É verissimo Daniela! Ti conosco solo virtualmente e ti seguo sempre con passione per questa tua capacità di rimetterti in gioco sempre e ovunque. Chissà, magari un giorno arriverai anche tu in Australia, anche solo per assaporarla un po’.. E sono sicura che te ne innamorerai.

    1. Non voglio sembrare presuntuosa, ma me lo sentivo che, se mai ti fosse capitato di leggere questo post, la storia di Chiara ti sarebbe piaciuta.. Grazie per avermelo confermato!


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