Islanda: in anticipo è meglio

E’ dalla scena di un film che è nata l’idea di andare in Islanda, paese al quale non avevamo mai pensato prima, perché sempre orientati verso climi più miti, con gli occhi sul mappamondo rivolti verso est o sud, almeno per il viaggio estivo.

Ma davanti a quei paesaggi siamo rimasti a bocca aperta, assaliti da brividi sotto la pelle ed in preda all’emozione; un’emozione che, alla terza visione del film, è rimasta sempre la stessa: in quel momento, mentre lo skateboard di Walter Mitty scivolava a tutta velocità sull’asfalto, superando cascate maestose e attraversando paesaggi senza confini, abbiamo capito che, prima o poi, dovevamo andare in Islanda.

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Il pensiero del viaggio ha iniziato a prendere forma seriamente a fine dello scorso anno e si è evoluto in quello che inizialmente era stato pensato da Mister come il regalo di Natale per me, ma dopo aver realizzato che concentrare il tutto in una settimana non avrebbe reso giustizia a tutte le cose da vedere ed essersi fatto due conti – volo conveniente a parte – si è reso conto che sarebbe stato difficile farlo rimanere un viaggio extra da incastrare tra Chicago e un’altra destinazione.

Alla fine la sorpresa è saltata – senza alcun rammarico – ed è diventato un regalo per due, da programmare insieme.

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Vedere il mondo, attraversare i pericoli, guardare oltre i muri, avvicinarsi, trovarsi l’un l’altro e sentirsi. Questo è lo scopo della vita

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Ma mai come per questo viaggio la mia scaramanzia si è fatta sentire: prenotare con un così largo anticipo, in un periodo in cui ho deciso di dar via a dei cambiamenti piuttosto radicali, tra il trasferimento in Svizzera, il periodo di aspettativa dal mio precedente lavoro in procinto di terminare, la possibilità di eventuali nuovi impegni che mi avrebbero impedito di partire, mi hanno spinto a non parlarne troppo ad alta voce, tenendo incrociate le dita fino all’ultimo: la programmazione di questo viaggio in Islanda è stata una sorta di scommessa, come una mano al gioco della roulette.

Organizzare un viaggio in questo Paese non è un compito semplicissimo: ai nomi impronunciabili – praticamente impossibili da memorizzare che ti mettono costantemente davanti alla domanda “ma qui ci andiamo?” – si aggiunge la necessità di far quadrare i conti con i costi davvero elevati per dormire, mangiare e spostarsi.

Volo:

Come accennavo prima, abbiamo trovato un volo diretto con partenza dall’aeroporto di Ginevra con EasyJet per una spesa complessiva inferiore ai 450 Euro, compresi due bagagli da stiva. Per curiosità ho dato un’occhiata veloce anche al ventaglio di possibilità in caso di partenza dagli aeroporti italiani e ho constatato che sia compagnie di bandiera che low-cost offrono, in taluni casi, tariffe abbordabili anche per prenotazioni a ridosso della partenza (fine agosto/settembre), ma solo un paio effettuano voli diretti e spesso – specie se si vola con compagnia di linea – si è soggetti a lunghissime soste intermedie.

Una valida alternativa è quella di volare in low-cost verso Germania, Regno Unito o, perché no, a Ginevra, dove l’offerta di voli per Reykjavík è molto più ampia ed economica.

Islanda_map

[percorreremo il periplo dell’isola in senso antiorario: le tappe rappresentate si basano sulle soste per i pernottamenti]

Dormire:

In considerazione dell’aleatorietà che ho attribuito al viaggio fino a due settimane dalla partenza, agli inizi di maggio ho effettuato la prenotazione dei vari alloggi, preferendo quelli con cancellazione gratuita ed è stato possibile per il 90% dei casi, senza alcun sovrapprezzo.

Seguendo diversi suggerimenti del web, ho cercato inizialmente presso le varie fattorie che offrono servizio di B&B – per risparmiare qualcosina e per vivere un’esperienza più autentica – attraverso il portale di riferimento  Icelandic farm holidays,  il quale propone in realtà sistemazioni di tutti i tipi: dopo una serie di indisponibilità per gli anni a venire  e l’impossibilità di trovare l’occasione, mi sono rivolta ai siti convenzionali, come booking.com

Tale portale rimane comunque molto utile per farsi un’idea di quello che ogni singola zona ha da offrire: grazie ad una mappa interattiva, infatti, si ha evidenza del numero delle strutture presenti in base al tipo di servizio desiderato (hotel, B&B, ostello, self-catering) e, attraverso un sistema di filtri, si ha la possibilità di conoscere anche il ventaglio di attività praticabili, per tipologia, durata e stagione.

Nelle prossime due settimane spazieremo dalla classica guesthouse, all’appartamento a Reykjavík, alle scuole che in estate vengono utilizzate come hotel. Nella maggior parte dei casi avremo il bagno in condivisione: il bagno en-suite è infatti una rarità e, quando c’è, è un lusso che si paga caro.

In alta stagione anche i prezzi degli ostelli salgono alle stelle e solo dormendo nelle camerate si riesce a risparmiare un po’, opzione che – nonostante il nostro spirato di adattamento – non rientra nei nostri gusti. Il mio consiglio è quello di non improvvisare: meglio prenotare camere con cancellazione gratuita con largo anticipo – i miei tre mesi non sono stati sufficienti a garantirmi risparmio e un’ampia scelta – e ricontrollare periodicamente la situazione, al fine di poter approfittare di un’improbabile migliore offerta.

Spostamenti:

Il mezzo ideale per muoversi in Islanda è senza dubbio il 4×4, il cui costo di noleggio è un’altra voce che pesa moltissimo sul bilancio, ma un viaggio in Islanda che non sia un on-the-road avrebbe poco senso.

Durante l’alta stagione molte agenzie di noleggio esauriscono il loro parco macchine, quindi è importante, anche in questo caso, prenotare in largo anticipo (noi l’abbiamo fatto a gennaio), verificando le condizioni del contratto di assicurazione – e l’entità di eventuali franchigie – anche relativamente ai danni recati da sabbia e cenere. Danni causati al veicolo duranti il guado di un fiume non è coperto da nessun operatore.

Al mio rientro scriverò un post più dettagliato su tappe, strutture e servizi (e relativi costi), dopo averli visti e provati.

In generale, il pc o l’ipad entrano in valigia solo nel caso mi avanzi dello spazio e spesso rimangono li dentro, ma non mancherò di pubblicare foto su instagram e la pagina facebook del blog, probabilmente con poca costanza, perché quando sono in viaggio, ahimè, mi dimentico di tutto il resto.

Ora non mi resta che salire sull’aereo e a voi augurami buon viaggio!

Viaggiare in sicurezza: 

112 Iceland (SOS Iceland APP) è l’applicazione ufficiale del sevizio di emergenza, disponibile per tutti e tre i sistemi operativi mobile, e ha due funzioni principali: 1) permette di fare check-in durante le soste, informazione che viene salvata ed inviata al servizio di emergenza, che può tracciare in questo modo i vostri spostamenti; 2) inviare una chiamata ai soccorsi trasmettendo automaticamente le proprie coordinate GPS.

Su questo sito, invece, possono monitorare le condizioni delle strade e del meteo real time.

Francesca

Francesca

Amante del caffè in tutte le sue forme, l'importante è che sia rigorosamente senza zucchero. Expat seriale. Innamorata del mondo in ogni sua sfumatura e latitudine, ha perso il cuore in Africa, ma finisce col cercarlo sempre in altri posti. Ne parla poco, ma ha un debole per Londra e il Medioriente.

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16 thoughts on “Islanda: in anticipo è meglio

  1. Non vedo l’ora di scoprire l’Islanda attraverso i tuoi post.
    Nemmeno io ho mai pensato a questo paese, ma hai ragione: quelle immagini fanno venir voglia di partire subito!
    Buon viaggio!;)

  2. Fantastica! Sarà un viaggio indimenticabile: io ci sono stata una sola settimana ma ho lasciato così tante cose da vedere che… bhè, non vedo l’ora di leggere le tue esperienze!! Da non perdere assolutamente, oltre ai vari geyser e cascate, un giro sulla Jökulsárlón con i mezzi anfibi, almeno una mezza giornata di spa nella Blue Lagoon e la salita in cima alle colline di Hverir!
    Ah, e assaggia l’hákarl mi raccomando!! 😉 Divertitiiiiiiiii (machettelodicoaffà)

    1. Ce la sto mettendo tutta per seguire i tuoi consigli, ma per l’hakarl devo essere “mentalmente” predisposta: stasera ci sono andata vicino, ma poi la voce interiore (al mio stomaco) mi ha suggerito di aspettare..

  3. L’anno scorso avevo pensato all’Islanda. Ho prenotato tutto (tranne il volo) a febbraio ma poi ho cambiato meta in favore del New England. Ma prima o poi…
    però mi piacerebbe visitarla in ottobre per vedere l’Aurora Boreale.
    Buon viaggio… un abbraccio.

    1. Io spero di riuscire a vederla comunque: non è il periodo idea ma oggi ci hanno detto che al nord in questi giorni c’è stata. Incrociamo le dita!
      Grazie Elena!

    1. Anch’io, lo rivedrei altre 10 volte. Spero di riuscire a descriverle con le parole: adesso sono tutte attorcigliate tra mente e cuore!

    1. Grazie Mahée! Confermo: ora che sono tornata, ho tantissima voglia di scrivere ma non so da devo iniziare!


Dimmi la tua!