Buffer: perchè è uno dei miei tool preferiti

Nell’ultima newsletter vi ho parlato di Buffer, una delle più note piattaforme di social media management, disponibile anche in versione gratuita, sulla quale alcuni iscritti mi ha chiesto degli approfondimenti.

Se sei un blogger probabilmente già la conosci, ma se non è così, allora ti consiglio di iniziare ad utilizzarla perché può darti una grande mano nella programmazione e condivisione dei contenuti sui vari canali social.

La versione free, infatti, permette di pianificare fino a 10 post alla volta su Twitter, Facebook, Linkedin, Google+, Pinterest ed Instagram.

Quelle che troverai di seguito sono le considerazioni di un utente medio che utilizza – ahimè, con poca costanza, perché mi piace tantissimo provare e sperimentare, ma di fatto programmo poco e improvviso molto – una dashboard di social media management per alimentare, appunto, i profili legati al proprio blog.

Non parliamo, quindi, né di grossi volumi di informazioni da condividere e gestire, né di un’analisi tecnica di un esperto del settore.

Buffer VS Hootsuite: chi vince?

Di tool gratuiti simili a Buffer ne esistono tanti, il primo tra tutti e il più utilizzato è Hootsuite.

Li ho sperimentati entrambi e continuo ad avere l’account Hootsuite, perché mi è stato detto da persone che fanno questo di lavoro – ovvero, da un simpatico social media coso che stimo – che tra i due è il migliore, ma, a questo punto, non credo si riferisse alla versione gratuita.

La cosa che mi piace di Hootsuite è il fatto che permette di programmare post più mirati – geolocalizzati su Twitter, limitati a delle cerchie per G+, per esempio – ma, esperti a parte, io personalmente, continuo a preferire Buffer per i seguiti motivi:

Per le statistiche.

Dati disponibili in modo chiaro e semplice per ogni singolo contenuto condiviso, come i like e commenti per Instagram o i click sul link e i retweet etc. per Twitter, con evidenza del Top Post, che, per un non professionista dei social, sono più che sufficienti.

Su Hootsuite, la sezione statistiche promette grandi cose per la versione a pagamento, ma con la gratuita è possibile generare 2 report per i quali si possono scegliere alcuni set di dati da inserire, ma il tutto è così frammentario e complicato da settare che per i non addetti ai lavori è solo una perdita di tempo.

Pablo.

E’ il servizio aggiuntivo di Buffer per creare delle belle immagini nei formati adatti ai vari social, utilizzando o delle foto free da copyright messe a disposizione o caricando le proprie. E’ possibile, inoltre, applicare dei filtri, impostare la dimensione giuste per il social media sul quale la vogliamo pubblicare, aggiungere del testo e il proprio logo/watermark. Pablo si raggiunge dal tab content di Buffer ed è disponibile anche l’estensione per Chrome, la quale innanzitutto da il vantaggio di caricare su Pablo un’immagine direttamente dal web, senza doverla prima scaricare.

Buffer
Buffer

Autoscheduler.

Buffer da la possibilità di stabilire quanto e quando vogliamo pubblicare durante la giornata, programmando un calendario diverso per ogni singolo social. Nella versione gratuita, gli stessi orari verranno replicati per ogni giorno selezionato: è possibile, però, decidere di non pubblicare nulla, per esempio, la domenica o il martedì.

Un’altra funzione molto utile è l’Optimal Timing Tool, presente nel tab schedule: per ogni profilo, Buffer suggerisce gli orari in cui è medio pubblicare con tanto di grafico sull’engagement, lasciandoci la possibilità di stabilire il numero degli orari suggeriti e di aggiungerne altri a piacere.

Recentemente Hootsuite ha introdotto una funzione simile che si chiama AutoProgramma, ma non è possibile né conoscere in anticipo gli orari suggeriti né di modificarli.

Da maggio 2017 l’optimal timing tool di Buffer è stato rimosso. Per maggiori info leggi qui

.

Facilità di programmazione.

E’ vero che nella versione free di Hootsuite non c’è un tetto massimo di post programmabili, Buffer permette però sia la programmazione multipla attraverso il Power Scheduler (presente nell’estensione Chrome di cui dirò di più in seguito) sia il RE-BUFFER del contenuto all’infinito, mantenendo tutte le caratteristiche dell’originale e dando anche la possibilità di modificarlo.

Con Hootsuite si può fare un copia/incolla dei contenuti già condivisi, ma il risultato su Twitter è questo:

un tweet programmato originale

buffer

la copia di un tweet già programmato ed inviato

Buffer

L’estensione Chrome

Sicuramente è ciò che amo di più di Buffer. Con l’estensione per Chrome è possibile condividere/programmare in maniera immediata qualunque tipo di contenuto, da un articolo di un sito web, ad un tweet e un post di Facebook, senza dover aprire le rispettive pagine web e fare un lavoro di copia/incolla link.

Inoltre, c’è un’ulteriore funzionalità nel tab di condivisione dell’estensione che non ho trovato nella dashboard completa: il Power Scheduler, che consente di stabilire per il contenuto che stiamo per condividere orari di pubblicazione multipli, per uno o più social media.

E’ davvero possibile programmare i post su Instagram?

In realtà le API di Instagram non permettono alle app di terze parti di pubblicare direttamente delle foto.

Con Buffer si possono creare dei post per Instagram con tanto di didascalia e hashtag, e, attraverso Pablo, si può dare alla foto le dimensioni giuste ed inserire il watermark/logo.

Per procedere con alla pubblicazione, bisogna avere l’app di Buffer installata sul cellulare, la quale ci invierà una notifica nel momento programmato e ci reindirizzerà su Instagram per la pubblicazione.

Hootuite funziona allo stesso modo, con la differenza che non c’è Pablo e dobbiamo, eventualmente, lavorare sulla foto utilizzando altri software.

Buffer è utile anche per Facebook e G+?

Sicuramente lo si può utilizzare, ma lo sconsiglio solo per il fatto che Facebook penalizza i post contenenti link che portano altrove, ancor di più se pubblicati da terze parti, e sappiamo già quanto sia difficile farsi vedere su questo social.

Meglio schedulare direttamente da Facebook.

Per quanto riguardo G+, Google permette di gestire solo le pagine e non il profilo personale.

Gli esperti in materia SEO dibattono tuttora sul fatto che la condivisione e l’apprezzamento di un articolo su questa piattaforma possa aiutare il posizionamento dell’articolo stesso. Da utente, posso dire di aver notato che spesso i post condivisi su G+ appaiono tra le prime posizioni nella SERP di Google a brevissimo tempo dalla pubblicazione: forse G+ non aiuta il posizionamento del nostro sito o di un articolo, ma probabilmente da un’indicizzazione quasi immediata del contenuto condiviso (ovvero, il post G+ contenente il link al nostro articolo).

Per questo motivo, quindi, il mio suggerimento è quello di utilizzare Buffer per programmare e condividere costantemente gli articoli del proprio blog su G+, un social network al quale però io non riesco proprio ad affezionarmi.

.

Tu utilizzi Buffer? Ci sono delle funzionalità che non conosco?

Francesca

Francesca

Amante del caffè in tutte le sue forme, l'importante è che sia rigorosamente senza zucchero. Expat seriale. Innamorata del mondo in ogni sua sfumatura e latitudine, ha perso il cuore in Africa, ma finisce col cercarlo sempre in altri posti. Ne parla poco, ma ha un debole per Londra e il Medioriente.

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3 thoughts on “Buffer: perchè è uno dei miei tool preferiti

    1. Ciao Michela,
      come ho scritto nel post, di Buffer mi piace soprattutto l’estensione che permette la condivisione di qualunque cosa in maniera diretta: è praticissimo. Crowdfire finora l’ho usato solo per “scoprire” i furbetti del follow-unfollow (anche se quelli dopo un po’ si riconoscono da lontano un miglio), ma non ho mai fatto caso alla possibilità di programmare.. per curiosità, lo proverò! Grazie 🙂

  1. Eh anche io l’avevo installato per quello, poi aprendolo da pc (da app non credo sia possibile) ho trovato anche la possibilità di programmare i post 😀


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