In Pictures: Inverno

Sarà che provengo da una città relativamente calda, a due passi dal mare, dove una nevicata è un evento storico che rimane impresso nella memoria per anni. E quando capita, ci si ferma per ore affacciati alla finestra a fare fotografie e a mandare messaggi entusiasti, consapevoli del fatto che chiamare neve quei pezzettini minuscoli di ghiaccio misti a pioggia è una grossa esagerazione.

Sarà che preferisco le mezze misure, ma io il freddo non l’ho mai sopportato.

L’ho capito quando vivevo a Londra e d’inverno tornavo a casa sistematicamente col mal di testa dopo aver camminato qualche ora per strada in balia del vento. Ne ho avuto la certezza a New York, dove mi sono arresa ad un freddo apocalittico, il quale che mi spingeva ad abbandonare definitivamente l’idea – mai presa troppo sul serio – di fare un’esperienza di vita nella Grande Mela ogni volta che riportavo faticosamente le mie ossa congelate nel calore della stanza dell’hotel.

A nulla sono valse poi le parole di conforto di una donna italiana conosciuta un paio d’anni fa su un volo Ginevra-Roma, la quale cercò di convincermi del fatto che – nel caso in cui avessi deciso di trasferirmici – sarei andata a vivere nella parte calda della Svizzera. La vista dei risultati di ricerca delle parole “Ginevra + gennaio” su Google Immagini mi aveva già traumatizzato irreparabilmente, mostrandomi il lavoro della bise – il vento di tramontana che arriva dalle Alpi – la quale trasforma il lungolago in una sorta di museo delle sculture di ghiaccio: belle da vedere certo, ma un po’ meno simpatiche quando una di loro è la tua auto la cui portiera non si aprirà prima di Aprile.

Se qualche anno fa avessi dovuto scegliere la meta ideale dove trasferirmi, probabilmente avrei scartato tutte quelle che prevedono il doversi vestire a cipolla da Settembre a Maggio e nella mia lista sarebbero rientrati solo luoghi caldi affacciati sul mare. Ma ancora una volta il destino ha deciso una strada diversa per me e mi ha fatto sbarcare lo scorso ottobre lontano da una spiaggia, vestita di maglioni e scarpe imbottite.

L’ultimo inverno ginevrino l’ho vissuto, quindi, per intero e sono sopravvissuta – sorprendentemente – senza troppi disagi: non so se il clima sia stato particolarmente clemente quest’anno e quello che si è da poco concluso sia stato un inverno anomalo, ma devo ammettere che è stato meno difficile del previsto.

Ha nevicato, altroché se ha nevicato, ma in casa i riscaldamenti centralizzati sono stati accesi 24 ore al giorno, conferendo un clima caraibico al nostro appartamento e costringendomi a trascorrere le giornate in casa in pantaloncini e maglietta mentre fuori nevicava.

E malgrado la neve sia caduta per diversi giorni, ogni mattina alla vista dei tetti innevati e dei fiocchi grossi come ciliegie, il mio atteggiamento è stato quello di sempre: stare affacciata alla finestra a scattare fotografie e a scrivere messaggi, carichi di stupore e gioia per uno spettacolo semplicemente magico, proprio come quello della neve che cade.

Quest’anno ho visto l’inverno come mai l’avevo visto prima. Tra uno scivolone e l’altro su marciapiedi trasformatisi in lastre di ghiaccio e cappotti che nascondevano strati di lana, ho sfidato il freddo, l’ho sopportato, l’ho maledetto ma l’ho anche ringraziato per gli scenari che mi ha offerto.

Ora che i bucaneve stanno fiorendo, annunciando una primavera che però fatica ad arrivare, e prima che nelle campagne anche l’ultimo centimetro di neve si sciolga, lasciando il posto a colori pastello, guardo per l’ennesima volta il bianco assoluto delle foto scattate in questi mesi e mi rendo conto che riesce ancora ad incantarmi, nonostante la mia voglia di calore sulla pelle.

Non ne sentirò la nostalgia, però so che quando l’invero tornerà, sarò pronta a coglierne i lati più belli.

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Francesca

Francesca

Amante del caffè in tutte le sue forme, l'importante è che sia rigorosamente senza zucchero. Expat seriale. Innamorata del mondo in ogni sua sfumatura e latitudine, ha perso il cuore in Africa, ma finisce col cercarlo sempre in altri posti. Ne parla poco, ma ha un debole per Londra e il Medioriente.

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8 thoughts on “In Pictures: Inverno

  1. Queste tue foto sono una magia, a vederle si penserebbe che sei nata anche per i freddi e lunghi inverni (d’altronde siamo in continua evoluzione ed adattamento). Quella scopa di saggina con spruzzata di neve mi fa impazzire, ma quella due foto sopra (abete in primo piano e campagna con casetta sullo sfondo) credo sia proprio la mia preferita 🙂

    1. Grazie Roberta, ma preferisco pensare di esser nata per fare foto: il freddo mi fa sentire male! 😉 Però la neve rende tutto più bello.. è l’altra faccia (positiva) della medaglia. La scopa mi era troppo simpatica!

  2. Diciamo che questo inverno sta diventando lungo anche per chi ci è abituato. Da noi ha nevicato (o ci ha provato tutti fino a tre giorni fa) in un periodo che non è solito vedere la neve.
    La cosa più importante è che tu sia riuscita a prendere questa tua esperienza ginevrina innevata dal lato giusto. Altrimenti soffriresti inutilmente e troppo a lungo a pensare alla tua terra calda e soleggiata. Le foto sono molto belle.

    1. Fortunatamente riesco ad adattarmi velocemente, ma non ti nascondo che il mio umore cambia drasticamente all’uscita di un raggio di sole! La neve è molto molto fotogenica! 😉

  3. Io sono come te: l’inverno non lo sopporto!! E abito in Pianura Padana dove l’umidità d’inverno rende ancora tutto più fastidioso! (Anche d’estate,ok … però è estate!!)
    C’è da dire che, vedendo anche i tuoi scatti, la neve regala comunque dei paesaggi troppo belli!!

    1. Il lato positivo delle estati svizzere è che l’umidità è praticamente pari a zero: arietta fresca all’ombra e sole che scotta, ma senza quella sensazione di appiccicaticcio. Anche se non vedo l’ora che arrivi l’estate piena per scendere in Italia più spesso e andarmene al mare!


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