Una vacanza a Maiorca, tra tensioni, sfighe e bellissime spiagge

Qualche giorno fa, durante un barbecue in spiaggia, ho rivisto una mia amica, rientrata da poco da Palma di Maiorca. I suoi racconti hanno fatto riaffiorare tantissimi ricordi nella mia mente e in quella di M., compagna di diverse avventure, della nostra vacanza in quell’isola, risalente ormai a qualche anno fa: sedute davanti al fuoco, condividendo la stesso asciugamano e birretta alla mano, è iniziato un flusso di parole cariche di emozioni e dettagli che fino a qualche minuto prima sembrano essere stati dimenticati, nascosti nei più remoti angoli della nostra memoria.

E così mi vien voglia di raccontare anche a voi questa storia, con un post che non è un reportage di viaggio né un articolo informativo – in fin dei conti, dopo 6 anni che consigli utili potrei darvi? – ma solo la storia, appunto, di una delle vacanze più belle e sgangherate mai fatte.

***

Questo viaggio non nacque sotto una buona stella e, una volta arrivati a destinazione, si trasformò sin da subito in un’epopea fantozziana, con risvolti a tratti tragicomici.

Eravamo un gruppo di 5, tra colleghi e amici, ed in poco tempo eravamo riusciti a decidere la meta per le ferie di agosto, prenotare alloggio e affittare una macchina per poter girare l’isola in piena libertà.

A pochi giorni dalla partenza – ricordo ancora quando giunse la notizia ero in corridoio in attesa di poter entrare nella stanza del capo per discutere una pratica – mi venne incontro S. aggiornandomi su quanto aveva letto su internet e in quello stesso momento M. mi chiamava al cellulare per chiedermi se fosse il caso di partire: l’Eta era tornata colpire, proprio a Maiorca, con una serie di attentati in cui erano morte due guardie civil.

Decidemmo di andare lo stesso, rassicurandoci l’uno l’altro che avremmo fatto attenzione, evitato posti troppo affollati ed obiettivi sensibili, blandamente confortati dal fatto che, secondo le notizie, stavolta il target non erano i turisti.

Maiorca
l’aeroporto: la nostra prima casa

Dopo un breve a scalo a Madrid, giungemmo all’aeroporto di Palma, dove, qualche ora più tardi, in uno stato di caos inverosimile, mancanza di informazioni e decine bagagli persi e altri abbandonati sui nastri, capimmo che non avremmo rivisto le nostre valigie almeno fino all’indomani. La prima sosta della nostra vacanza fu quindi presso un grosso supermercato della città per rifornirci di mutande, spazzolini e dentifricio e passammo i primi due giorni in aeroporto, dalla cui area di ritiro bagagli ormai entravamo ed uscivamo con una certa nonchalance ad ogni atterraggio da Madrid, sotto gli occhi consenzienti  della security, che ormai ci conosceva come i 5 disperati alla ricerca della valigia perduta.

Recuperato anche l’ultimo bagaglio, risalimmo in macchina molto più rilassati e sereni, contenti di poter finalmente iniziare a goderci questa bellissima isola.

Cioè che non avevamo realizzato sin da subito, concentrati sul problema di cui sopra, era che il nostro hotel si trovava sul lato opposto della strada rispetto al palazzo di Marivent, dove i reali spagnoli dopo un paio di giorni sarebbero arrivati per trascorrere come di consueto le vacanze estive, e che di conseguenza saremmo stati fermati e controllati da una pattuglia della polizia quasi ogni sera al nostro rientro.  Stare lontani dagli obiettivi sensibili: fail #1.

La stessa sera, mentre eravamo a cena nel ristorante dell’hotel, seduta spalle alla porta, vidi una delle mie colleghe impallidire. Mi voltai per capirne il motivo e davanti a me vidi sfilare, con passo veloce e pesante, un intero battaglione di guardie civil in tuta antisommossa: sembrava una scena tratta da thriller mista ad una candid camera, mentre tutti i peggiori scenari possibili  ed immaginabili si facevano spazio nelle nostre teste. Capimmo che non era successo nulla di preoccupante quando l’unico assalto che misero in atto fu nei confronti del buffet: in quel momento ci fu chiaro che dividevamo l’hotel con almeno una cinquantina di poliziotti, il che non si rivelò del tutto spiacevole, ma stare lontani dagli obiettivi sensibili: fail #2.

A parte questa lunghissima premessa, quel che di Maiorca mi colpì particolarmente fu la bellezza dell’isola nella sua vegetazione lussureggiante, nella diversità dei paesaggi, nei colori del mare.

Sfogliando le foto rivedo alcune delle bellissime spiagge in cui siamo stati e i particolari di ognuno di esse, i momenti vissuti, sono ancora forti nella mia memoria.

Es Trenc è stata la prima spiaggia in cui siamo stati e quella in cui siamo voluti tornare l’ultimo giorno. Nonostante il cielo ingrigito da una fitta coltre di nuvole, il turchese del mare e il bianco della sabbia non ne risentirono affatto: Es Trenc si presentò con i suoi tre chilometri di dune e acque cristalline, che ci catapultarono in uno di quei paradisi tropicali che si vedono sui dépliant dei Caraibi.

Mi scappa un sorriso se ripenso a quell’attimo di terrore che abbiamo vissuto quando una sirena iniziò a suonare: in tre secondi netti, senza dire nulla, avevamo già ripiegato gli asciugami e infilato l’ombrellone sotto l’ascella pronti a lasciare la spiaggia a gambe levate. Guardandoci attorno realizzammo però che il resto del mondo continuava a stare lì fermo, serenamente: quella sirena era solo il richiamo di una coppia che metteva in atto una sorta di sfilata a ritmo di musica per mostrare i molteplici usi del pareo, una presenza fissa sul posto – a quanto pare – per anni. Non eravamo tesi, no.

Maiorca_es trenc

S’Estany d’en Mas, conosciuta altresì come Cala Romantica, è una spiaggia che si estende su una superficie lunga 100 metri ed ampia 160 metri, originatasi nel letto del torrente des Morts. Sicuramente è uno dei luoghi più affollati in cui siamo stati – probabilmente a causa della vicinanza di un resort – una cala meno selvaggia e con qualche confort in più delle altre, ma la sabbia di un rosa così intenso, ravvivato ad ogni onda di acqua cristallina che si infrangeva dolcemente sul bagnasciuga, me la fa mettere ai primi posti della mia personalissima classifica.

Maiorca_cala romantica 1

..il bagnasciuga, dove onde di acqua trasparente si infrangevano dolcemente..
..il bagnasciuga, dove onde di acqua cristallina si infrangevano dolcemente..

Cala Figuera, all’estremità della penisola di Formentor, è posta all’interno di una stretta insenatura circoscritta da scogliere a strapiombo. Non era una tappa prestabilita, ma attirati dalla meraviglia del posto ci lasciammo persuadere dall’irresistibile richiamo del mare.

Parcheggiamo nella vicina area di sosta e decidemmo di scendere in spiaggia: considerando l’impervietà del percorso, da persone responsabili, decidemmo inoltre di lasciare in macchina i pesi che ritenevamo superflui (come acqua e ombrellone, giustamente).  Dopo il primo tuffo, ci mettemmo poco a scoprire che i ciottoli, sotto il sole di mezzogiorno, erano già roventi e la spiaggia si sarebbe trasformata velocemente in un’enorme brace: l’unica zona d’ombra è infatti una piccola grotta formata da scogli, ma che ovviamente era già stata presa assalto.

Maiorca_cala figuera 1

Maiorca_cala figuera

La risalita, lungo un sentiero di fortuna nascosto dall’erba alta, fu la cosa più faticosa ed estenuante che ricordo di quel viaggio ma, una volta arrivati su in cima, ammirare nuovamente quel paesaggio e sapere di averne fatto parte anche solo per un’ora, ci convinse che ne era proprio valsa la pena.

Francesca

Francesca

Amante del caffè in tutte le sue forme, l'importante è che sia rigorosamente senza zucchero. Expat seriale. Innamorata del mondo in ogni sua sfumatura e latitudine, ha perso il cuore in Africa, ma finisce col cercarlo sempre in altri posti. Ne parla poco, ma ha un debole per Londra e il Medioriente.

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4 thoughts on “Una vacanza a Maiorca, tra tensioni, sfighe e bellissime spiagge

  1. Ahahahahah, poverini…
    io pure sono stata a Maiorca ed è stata una delle vacanze più belle della mia vita…
    l’isola è stupenda e ci sono così tante cose da vedere che in 8 gg abbiamo fatto 1 giorno e mezzo di mare…
    ho amato Soller e Port de Soller…. stupendo… ci tornerei anche domani con base fissa lì….

    1. Hai ragione, Maiorca è davvero stupenda. Abbiamo girato parecchio, ma non ricordo di essere stata a Soller.. un buon motivo per portarci il mio attuale compagno di viaggi.

  2. Ahaha! É sempre divertente ed emozionante ricordare le disavventure di un viaggio!
    Comunque, che spettacolo queste spiagge. Io in Spagna non ho avuto belle esperienze con il mare: la costa del sol é veramente mostruosa.
    Penso che devo rifarmi con qualche sua isola 😉

    1. Credo che ovunque capiti alle Baleari, il mare sia uno spettacolo sempre. Quindi, vai appena hai l’occasione: te ne innamorerai!
      Quella a Maiorca credo sia stata la vacanza più assurda mai fatta, ma anche molto divertente!


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